Cerca nel blog

Caricamento in corso...

venerdì 13 maggio 2011

Risi e bisi senza risi




Quando Annamaria, la vincitrice dell’MTC del mese di aprile ci ha proposto questo tradizionale piatto veneto ho tirato un sospiro di sollievo, che bello, una calda e rassicurante zuppa!

Poi mi sono venute in mente le tante deludenti cene della mia infanzia, c’e’ stato un lungo periodo che mia mamma non aveva tanta fantasia in cucina, e quando non aveva voglia di cucinare ci propinava la minestra, secondo lei era una minestra, risi e bisi, che consisteva in una brodaglia con 1 cucchiaio di riso, 5 piselli in tutto e dei cubettini di patata, insomma, una roba quasi *ospedaliera* per i miei gusti! Inutile dirvi che ho sempre odiato si benedetti risi e bisi, fin quando ho eseguito la ricetta proposta da Annamaria, alla quale non ho tolto niente, ma anzi, ho aggiunto qualcosina ed è uscita una zuppa che mai avevo mangiato in vita mia!
La fine del mondo!
Cosi’ per questo motivo io ho sempre odiato risi e bisi, fin quando la cara Annamaria nel suo dettagliatissimo post ci ha scritto la storia e ci ha proposto la ricetta per eccellenza.
Allora ho cambiato idea rispetto a questa ricetta, non avevo idea che la minestra di mia madre non c’entrava proprio niente. Punto. Altro capitolo.

Il Menu Turistico Challenge, per chi non lo conoscesse, e’ una sfida che tutti i mesi viene lanciata dal vincitore del mese precedente, si propone una ricetta che verra’ riproposta da tutti i partecipanti.

Quindi a me son bastati pochi minuti per vedere il risotto veneto trasformarsi in una zuppa, gustosa, colorata, ricca, e alternativa, se vogliamo, nel senso che non l’ho vista dentro un piatto o una ciotola, o dentro un barattolo, tantomeno in un cucchiaino da finger food, no no, l’ho vista dentro una pagnottina di pane, ebbene si, chi e’ stato a San Francisco al pier 39 avra’ gia’ capito di cosa sto parlando.
Insomma ho pensato ad una zuppa tutto il contrario di quella propinata da sempre da mia madre, insipida e incolore, e mi sono ispirata alle famose zuppe servite dentro delle pagnottine di pane, le chowder breadbowl.
Sono stata 2 volte a San Francisco in vita mia e una costante e’ stata la tappa serale al quartiere di Fisherman’s Wharf, dove sul famoso Pier 39 ci sono una serie di negozi di souvenir e si puo’ mangiare del pesce freschissimo a un prezzo ragionevole.
Ci sono 2 tipi di zuppe, una bianca e una rossa, in tutte e due le versioni mi sembra ci siano granchi e gamberetti, ma e’ decisamente piu’ buona e saporita la versione al pomodoro.

Che bei ricordi!!!



Quindi tornando a risi e bisi veneti la ricetta e’ venuta fuori cosi’:
(per la versione originale andate a leggere da Annamaria)

Ingredienti

800 gr di piselli teneri e dolci con bacello mangiatutto, in modo da ottenere 250-300 gr di piselli stranati, io ne ho usati solo 200 gr
200 gr di fave decorticate (se le pesate secche pesano 100 gr, dopo 12 ore in ammollo pesano 200 gr)
200 gr di orzo perlato
30 gr di burro chiarificato,
50 gr di pancetta,
2 cucchiai di concentrato di pomodoro (giusto per dare un po' di colore)
1 cipolla bianca piccola (e novella),
1 carota (idem per il concentrato di pomodoro, si è capito, si che quella di mia madre era bianca lenzuolo)
1 ciuffo di prezzemolo,
parmigiano reggiano,
sale e pepe nero macinato al momento
olio evo
qualche cozza aggiunta all’ultimo (non potevo non richiamare a zuppa californiana con un po’ di pesce)


Procedimento

Sgranare i piselli separando i semi dai bacelli, conservare entrambi e lavarli.
Versare i bacelli in 2 litri di acqua leggermente salata e farli bollire per circa un'ora. 
Passare quindi brodo e bacelli al passaverdura oppure al mixer e poi al setaccio. 
Io consiglio spassionatamente il passaverdura, perchè la maggior parte dei bacelli si butterà.
Si otterrà un liquido un po' verde e un po' denso che sarà il brodo per preparare il risotto, da tenere al caldo con un fuoco basso.
Tritare la cipolla, la carota e la pancetta e rosolarli insieme con 30 gr di burro e il concentrato di pomodoro, in una casseruola di coccio, io oramai per le zuppe uso sempre questa  per qualche minuto, unire i piselli e le fave, versare un paio di mestoli di brodo e cucinare per 15'.
Aggiungere l’orzo, mescolare con un cucchiaio di legno, unire il brodo bollente e mescolare di tanto in tanto per circa 20'. Unire il prezzemolo e cucinare per altri 2'. Togliere dal fuoco, regolare di sale, unire il pepe macinato fresco, olio evo a crudo e il parmigiano a gusto.
5' prima della fine della cottura aggiungere le cozze fatte aprire in una pentola e fatte sfumare con un po’ di vino bianco.

Io ho servito la zuppa abbastanza brodosa e servito in 4 pagnottine di pane, non vi nascondo che ho cercato in 2-3 panetterie delle pagnottine di una grandezza adatta ma non avendole trovate ci ho messo poco a fare la ricetta del mio amatissimo pane cafone e diviso l’impasto in 4 e cotto in 4 pentoline diverse, la grandezza delle pagnottine conteneva esattamente 2 mestoli di zuppa!

Che dire appena la abbiamo assaggiata siamo rimasti con le papille gustative che hanno fatto festa per 2 giorni di fila, anche perche’ come tutte le zuppe, il giorno dopo era ancora piu’ buona, piu’ cremosa, che dire, tutti i sapori sono ben legati tra loro, mi sono sinceramente ricreduta….. ogni volta che metti in bocca una cucchiaiata e’ un’emozione diversa, magari in una ti capita qualche pezzetto di pancetta, in una predominano i piselli, insomma, tanto di cappello a questa grandissima ricetta veneta!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di maggio:


21 commenti:

  1. Un primo piatto completo e molto invitante..altro che minestrina!!In bocca al lupo per il contest..

    RispondiElimina
  2. e brava la mia stellina, fantastica l'idea del pane come contenitore.

    RispondiElimina
  3. Che bella idea!!!
    mi piace proprio un sacco...
    In bocca al lupo per l'MTChallenge

    RispondiElimina
  4. Certo che i risi e bisi hanno traumatizzato l'infanzia di molti!!! mia madre per farmi mangiare i piselli quando faceva il minestrone, faceva metà minestro ne e metà piselli, pensa te!!! ahahahahahaha

    Cmq mio nonno mi raccontava sempre che quando andava in campagna, il suo "porta-pranzo" era una pagnotta di pane (magari raffermo) scavata con dentro zuppe di legumi (appunto) oppure il miticissimo per la mia terra purè di fave.

    Devo trovare la pagnotta giusta e poi... ;-) grazie per i tuoi ricordi e quelli che hai fatto affiorare in me!
    Sciau!

    RispondiElimina
  5. fantastica la zuppa nel pane!!! adoro!! Stella, mi piace un sacchissimo la tua versione senza risi.
    buon week end

    RispondiElimina
  6. Vieni al festival? dai che ci incontriamo, io vado per le 11 a vedere Adriano, tu? Un bacione.

    RispondiElimina
  7. Cri ti ho mandato mail, io ho il workshop alle 14, allora vengo anche io a vedere Adrianoooooo :-)

    RispondiElimina
  8. ciao piacere di conoscerti...ma che bella zuppa e che fantastica "zuppiera!!!! hai davvero un blog molto ispirante....quegli anelletti alla palermitana...da sbavo!!!...ciao e buon lavoro....forse provero' i tuoi falafel (si scrive così?) ma con i ceci...

    RispondiElimina
  9. booona questa rivisitazione di risi e bisi con orzo e cozze, sìsì ci intriga parecchio
    p.s. ti invitiamo al nostro contest tutto dedicato all'"occultazione" degli ingredienti
    http://labandadeibroccoli.blogspot.com/2011/05/il-secondo-contest-della-banda-la-banda.html

    RispondiElimina
  10. @ lamagicazucca, si altro che minestrina ;-)

    @ kika non ti dico per farle ste pagnottine!

    @ Cinzia crepi!

    @ Cle ti conviene farla te la pagnottina almeno la fai grande come vuoi tu!

    @ Cri semplicemente grazie!

    @ Eleonora grazie!

    @ Rosaria ma ciao e fammi sapere per i falafel!

    @ Mamma Papera grazie"!

    @ Labandadeibroccoli corro subito da te!

    RispondiElimina
  11. Molto simpatica e convincente la tua presentazione ......e che bella faccina soddisfatta!!!

    Un saluto,

    Fabi

    RispondiElimina
  12. Si Fabiana, molto soddisfatta :-)

    RispondiElimina
  13. L'idea del pane come contenitore te la rubo, quasi quasi ci metto il risotto con asparagi e scamorza che ho in programma domenica; che dici potrebbe andare?
    Ti abbraccio

    RispondiElimina
  14. Gianni considera che poi il pane lo mangi quindi è più indicato per una zuppa abbastanza brodosa, se il risotto è troppo asciutto secondo me non va bene! Quelle di San Francisco sono proprio molto brodose perchè man mano che le mangi inzuppi un pezzettino di pane che stacchi capito?

    RispondiElimina
  15. Capito come uno grande!
    Terrò l'idea per una zuppa.
    Ti abbraccio

    RispondiElimina
  16. Anch'io ho sempre odiato la pasta coi piselli, ma i risi e bisi sono davvero un'altra cosa!
    Meravigliosa la tua versione, e sì, ci sono stata anch'io al Pier 39 di SFO, dove ho mangiato un cioppino notevole!!! :-p

    Complimenti per l'idea, fantastica!

    RispondiElimina
  17. Mapi allora visto che ci sei stata mi puoi capire benissimo il divertimento a riprodurre questa zuppa delle pagnottine :-)

    RispondiElimina
  18. Stella, passo solo ora perchè sono finalmente guarita dalla labirintite (più o meno) e riesco a stare al pc. Grandissima ricetta e grandissimo post: amo le chowder sopra ogni cosa e anch'io prefersico la versione più rossa, fra le due: però, ora bisogna provare questi risi e bisi nella bread bowl...
    Grazie per la partecipazione e scusa per il ritardo con cui commento
    un bacione
    ale

    RispondiElimina
  19. Ale un bacione a te, l'MTC senza di te e' stato triste :-(

    RispondiElimina