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martedì 26 giugno 2018

paella di pesce


Per 4 persone


Cozze 1 kg
Calamari o seppie 400 g
Scampi 8
Aglio 1 spicchio
Zafferano 1 bustina
Paprika dolce 1 cucchiaio
1 peperone rosso
200 gr di piselli
Riso Bomba 400 g (in Italia non si trova, io uso Carnaroli)

Pulire le cozze e farle aprire in pentola.
Conservare il liquido di cottura, filtrarlo e metterlo da parte.
Togliere le cozze dal guscio lasciando alcune per la guarnizione.
Pulire i calamari, togliere la pelle e tagliarli ad anelli o pezzi piccoli.
Pulire ed incidere gamberoni e scampi e cuocerli pochi minuti, tenerli al caldo.
A questo punto prendere la padella, far appassire la cipolla con olio, cuocere pochi minuti il peperone tagliato a quadratini piccolo e aggiungere i piselli, precedentemente lessati.
Aggiungere la passata di pomodoro, il peperoncino e il fumetto di pesce.
Aggiungere i calamari e dopo 5 minuti aggiungere il riso.
Aggiungere la paprika e lo zafferano, sale e pepe e per ultimo le cozze sgusciate.
Non mescolare più finchè il riso sarà cotto, 20 minuti circa.
A cottura ultimata aggiungere i gamberi, gli scampi e le cozze con guscio tenuti da parte.

lunedì 27 ottobre 2014

australian meat pie di California Bakery


Ogni volta che vado a Londra mi riprometto di ordinare una pie di carne, ma non mi riesce mai, mannaggia.
L'ultima volta avevo fatto anche una ricerca di un locale che era vicino l'hotel dove stavamo che era famoso per le pie fatte da loro, mi sono seduta tutta contenta con il menu in mano e mi hanno fatto alzare, si che crudeltà!
Siccome non preparavano gli hamburger i miei amici di viaggio mi hanno fatto alzare, ancora ho il nervoso adesso!

Quindi quando ho visto i video andati in onda tempo fa sul mondo di California Bakery non ho aspettato due volte a farla!
Peccato non averla mai mangiata da loro, la prossima volta che vado la ordinerò!

La ricetta l'ho un po' cambiata, perchè la pasta brisé è severamente vietata a casa mia, ho optato per una pasta brisé light che faccio spesso, il risultato è quasi identico, se non potete mangiare tanto burro ve la consiglio vivamente, l'ho trovata sul sito My-personaltrainer, lo consulto spesso per alleggerire le ricette, ho anche sostituito la quintalata di cipolle, visto che non le digeriamo, con i porri :-(

Riporto la ricetta pari pari della trasmissione, in rosso le mie modifiche. 

per la pasta brisé:
500 g farina 00 setacciata    (450g farina 00)
20 g zucchero                     (150 g yogurt bianco)
10 g sale                            (90 ml olio di girasole)
320 g burro freddo              (30 ml acqua fredda)
180 ml acqua fredda            (1 pizzico di sale)
20 ml aceto bianco

Setacciare la farina dentro la ciotola dell'impastatrice o se la impastate a mano dentro una ciotola, versare i liquidi e infine il sale.
Impastare molto velocemente finchè l'impasto risulta bello liscio, avvolgere la palla con pellicola trasparente e far riposare in frigo almeno 30’.

per il ripieno:
500 g patate con la buccia
4 cipolle bianche medie (1 grosso porro)
400 g salsiccia
400 g carne trita maiale (io misto maiale-vitello-manzo)
240 ml acqua
sale – pepe – cannella – paprika dolce – chiodi garofano tritati
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
olio

Avvolgere le patate con carta argentata e cuocere in forno a 200°C per 40’.
Tagliare le cipolle a fettine e farle appassire con un filo di olio in un grande tegame.
Togliere la buccia alle patate e schiacciarle.
Togliere la pelle alle salsicce e in una terrina condire la carne con il trito di carne, il sale e le spezie.
Togliere la cipolla dal tegame e conservarla in un piattino, cuocere la carne nel tegame senza aggiungere altri grassi, facendola rosolare poco alla volta con fuoco abbastanza alto.
Aggiungere il condensato di pomodoro, l’acqua, le patate e le cipolle.
Una volta cotto farlo raffreddare. Deve essere completamente asciutto dai liquidi, ci vorranno circa 20 minuti.

Composizione della pie
Stendere la pasta e adagiarlo su una teglia, mettere il ripieno di carne e coprirlo con un altro disco di pasta brisé.
Chiudere bene i bordi con le mani, decorare con i pezzi di pasta avanzata, spennellare la superficie con uovo e latte sbattuti (io non l'ho fatto, infatti dalle foto si vede che è poco lucida), spolverare un po’ di paprika, bucare la superficie con una forchetta.

Cuocere in forno già caldo per 40’ a 175°C.


Note: la torta è davvero buona, a me non piaceva il colorino anemico del ripieno ed ho aggiunto il concentrato di pomodoro.
E' una torta davvero sostanziosa, io ci ho fatto 10 porzioni.
Ho utilizzato una teglia da 26 cm alta 3 + un piccolo stampo monoporzione da 11 cm (quello in foto).
La farina per la pasta brisé è leggermente inferiore a quanto consigliato da loro, ma a me è bastata alla grande.
La prossima volta voglio fare tutte monoporzioni e le surgelo per cene improvvise!





martedì 21 gennaio 2014

arancine con carote viola ripiene di pancetta e asiago


Cu cu!!! Eccomi qui, riemergo dopo una settimana nel mio blogghino, eh si, ultimamente lo sto trascurando un po', a giorni penso di chiuderlo, ma poi dopo 5 minuti ci ripenso e mi dico, ma si, anche se non pubblico più 2 o 3 volte la settimana lo posso sempre tenere aperto pubblicando quelle 2 o 3 ricette al mese?
Mha bho!!! Chi vivrà vedrà, come mi sento farò, almeno questo spazio lo voglio LIBERO, di pubblicare quando e quello che mi sento, e questo è uno dei motivi principali per cui non ho mai cercato "collaborazioni" proprio per non sentirmi obbligata a cucinare per forza quell'ingrediente.

Ma veniamo a questa mia ultima opera d'arte, eh eh, da quando ho imparato a preparare le arancine a regola d'arte, durante l'MTC del novembre del 2012 Roberta ci ha proposto questo caposaldo dello street food siciliano, e ogni tanto mi concedo questa prelibatezza, anzi a dire il vero, mi sono comprata anche una friggitrice finalmente, proprio per fare dei fritti perfetti senza dover inondare la casa di quel puzzo nauseabondo, e di poter friggere anche in pieno inverno, non dovendo tenere le finestre aperte, perchè la friggitrice la uso fuori in terrazza ah ah! Abitando all'ultimo piano non penso di dare fastidio a nessuno.

Ho sempre amato i colori, a me il riso in bianco mi mette tanta di quella tristezza che lo chiamo riso ospedale!
Come quando preparavo i brodi vegetali per mia figlia durante lo svezzamento, non sia mai che lo lasciavo del colore anonimo, no, magari aggiungevo 2 foglie di spinaci in più e diventava di un bel verde scintillante, tanto è vero che mia sorella lo chiamava, la pappa VISITORS ah ah!

Ma veniamo alla ricetta in questione, quando preparo il risotto con le carote viola ci abbino sempre qualche pezzetto di salsiccia, o qualche cubotto di pancetta o di speck, perchè diciamocelo pure, le carote non sanno di niente, quindi ci vuole per forza una nota di sapidità!
Ma in queste arancine i cubotti di pancetta li ho aggiunti a crudo come ripieno e il risultato finale è stato sorprendente, un sapore che è rimasto molto delicato, davvero provatelo!

ingredienti per 12 pz

Per il riso 
400 gr di riso arborio
 brodo vegetale q.b.
1 bicchiere grande di vino bianco secco
50 gr di grana padano
1 noce di burro
1 scalogno piccolo
2 carote nere
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe nero q.b.
1 ciuffetto di prezzemolo

Per il ripieno 
100 gr di pancetta
80 gr di asiago

Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
300 ml d'acqua
150 gr di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui) 
300 gr di pangrattato

Per la frittura 
½ l di olio di semi diarachide (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

Far appassire in un tegame uno scalogno con l'olio extravergine di oliva, e far tostare il riso, sfumare con il vino bianco, una volta evaporato il vino aggiungere le carote crude tagliate a julienne e mantecare, aggiungere piano piano il brodo vegetale caldo, e girare continuamente, fino a cottura al dente del riso.
Una volta che il riso è al dente spegnere la fiamma, mantecare con il burro, il grana e abbondante prezzemolo tritato finemente.
Trasferire il risotto in una teglia fredda e girare finché il riso sarà freddo, volendo anche dentro il lavello con acqua e ghiaccio.
Trasferire il riso in frigo in un contenitore ben chiuso.


Sistemare sul tavolo tutti gli ingredienti, nel mio caso i dadini di pancetta per il ripieno e il formaggio asiago, la ciotola con il pan grattato, la ciotola con la lega di acqua e farina, e i vassoi per contenere le arancine tra un passaggio e l’altro.
Munirsi anche di un asciugamano pulito perché per fare 12 arancine non so quante volte mi sono lavata le mani!
Cominciare dalla preparazione della "lega". Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 
Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell'altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. Posate nuovamente la palla di riso sul vassoio e passate alle altre, fino a completarle tutte. 
A questo punto passare alla farcitura.
Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.




Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. 

E ora la panatura.
Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.

E finalmente la frittura!

Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.


mercoledì 6 novembre 2013

Quanti modi di fare e rifare lo stracotto di manzo con polenta


Oggi siamo a casa di Daniela, una cuochina no blogger che partecipa all'iniziativa "Quanti modi di fare e rifare..." e abbiamo preparato la polenta con lo stracotto di manzo! Buonissima! Io l'ho servita con delle belle verze ripassate in padella così diventa un piatto unico completo! 
Tra me e mio marito c'è sempre lo sfottò perchè a me la polenta piace alla terrona, con un bel sugo di carne, invece a lui piace di più bianca con i formaggi fusi! Ma questo l'ha mangiato volentieri anche lui!
Tra l'altro la polenta che vedete non è comprata ma è macinata da noi, abbiamo preso delle pannocchie di granoturco nei campi coltivati di nostro cugino, lui alleva le mucche per la produzione del latte per il grana padano quindi questi campi debbono rispettare tutte le normative per l'uso di pesticidi che praticamente non vengono mai usati, viene solamente trattato il terreno prima della semina, e non avete idea che profumo e che sapore ha! Niente a che vedere con la polenta insapore e inodore dei pacchetti sottovuoto del supermercato!
Vi giuro che la prima volta che l'ho annusata ho chiuso gli occhi e ho pensato a quelle furbone delle mucche che si cibano con questi cereali!
Dopo una piccola prova che abbiamo fatto l'anno scorso con qualche pannocchia, quest'anno ne abbiamo preparato ben 5 chili, e addirittura abbiamo comprato anche la pentola di rame!


Infatti ogni volta che prepariamo la polenta io faccio sempre un bel sugo con le salsicce e le costolette di maiale e il manzo così non lo avevo mai cucinato! Buonissimo e tenerissimo, ecco la ricetta di Daniela con le dosi e il procedimento fatto da me.



Ingredienti:
Dose per 4 persone:
  • 800 g di manzo (polpa di spalla, scamone o cappello del prete, nel reggiano suora) 
  • 1 carota 
  • una gamba di sedano 
  • una cipolla 
  • 2 spicchi d'aglio 
  • qualche chiodo di garofano
  • una spolverata di cannella
  • 400 g polpa di pomodoro
  • vino rosso secco
  • sale e pepe e olio extra vergine
In un ampio tegame rosolare la carota, il sedano e la cipolla tritati finemente con 3 cucchiai di olio e le spezie, aggiungere il pezzo di manzo intero e farlo rosolare da tutti i lati, a questo punto sfumare con il vino, e una volta evaporato aggiungere la polpa di pomodoro. Ho lasciato cuocere per 3 ore la carne girando di tanto in tanto. 

A fine cottura tagliare il manzo a fette e servirlo sulla polenta con il suo sughetto. 

Polenta per 4 persone: 
  • 500 g di farina gialla 
  • 2 litri di acqua fredda
  • sale 
Cuocere la farina gialla per circa ¾ d'ora in acqua salata, lasciandola abbastanza morbida.

venerdì 1 marzo 2013

insalata di gamberetti e avocado



Mancano circa 150 giorni al nostro ritorno in quell'isola meravigliosa che è Fuerteventura.
Oramai sono 4 anni che ci torniamo, e tutti ci chiedono, ma perchè tornate sempre li?
E' tanto grande il mondo!
Ma in Italia abbiamo tanti bei posti?
Ma perchè non andate ai Caraibi?
Ma perchè la Grecia non vi piace?
Insomma, che male c'è a tornare in un posto se vi è piaciuto particolarmente e ogni volta che ve ne andate pensate subito a quando ritornarci? Che male c'è a tornare in un posto che ti fa sentire libero, anzi ogni volta che ci torniamo pensiamo che se non avessimo una figlia in età scolare ci faremmo proprio un pensierino per trasferirci.
E poi dall'estate scorsa si è aggiunta un'altra attrattiva per tornarci.
L'Avenida, un ristorante, dove praticamente ci abbiamo mangiato una sera si e una no!
Il classico ristorante dove se ci capiti una volta poi ci torni, non esistono più altri posti possibili dove esci sempre soddisfatto, dove i piatti sono stra abbondanti, dove in 3 non abbiamo mai speso più di 30 €, sembra sempre che ti portano dei piatti giganteschi come se dovessi morire il giorno dopo, e tu li, sei a consumare l'ultima cena :-D

Insomma, questi gamberetti li ho mangiati proprio li, all'Avenida, tra l'altro se leggete le recensioni su Tripadvisor vedrete che non sono la sola a pensarla così, tante persone tornano a Fuerteventura tutti gli anni e l'Avenida è una tappa fissa.
Una paella che me la sogno anche la notte, ma vabbè passiamo a questi gamberetti.
Andare a cena all'Avenida vuol dire affrontare la cena avendo digiunato tutto il giorno, al massimo uno yogurtino e un po' di frutta a pranzo, perchè li le cene sono sempre molto impegnative, se ordini la grigliata mista di pesce, è raro che riesci a finirla, almeno noi che abbiamo uno stomaco nella norma, vi giuro, abbiamo visto un sacco di gente portarsi via la roba, perchè è difficile che finisci la tua porzione.

Quindi una sera che non ero particolarmente affamata, entro li e ordino questi innocui gusci di avocado con gamberetti, belli freschi, ebbene mi sbagliavo! Ci sarà dentro almeno 3-400 gr di gamberetti con un quintale di salsa maionese all'aglio ovviamente, ho faticato a finirli, vi dico la verità, ma non vedo l'ora di mangiarli di nuovo.

Quindi visto che ora possiamo archiviare il periodo polenta, e che l'inverno lo stiamo finalmente archiviando, arrivano le belle giornate di sole, e mi piace pranzare con qualcosa di fresco e "non cucinato" come questi avocado.

Da quando sono stata a cena alla Sidreria compro almeno 1 mela granny smith a settimana, come scritto qui, e la metto dappertutto, quindi ho pensato che per stemperare il sapore forte della maionese ci stesse benissimo, infatti mi è piaciuta molto!

Ricetta per un pranzo da single:

1 avocado maturo
200 gr di gamberetti
1 ciuffo di prezzemolo tritato finemente
1/4 di mela granny smith
sale
pepe
olio extra vergine
maionese

Tagliare a metà l'avocado, togliere il grosso seme centrale, sbucciarlo e scavare con un cucchiaino un po' di polpa, in modo da creare l'alloggio per i gamberetti.
Condire i gamberetti lessati con la polpa di avocado avanzata, il prezzemolo, dadini piccolissimi di mela con la buccia, olio, sale e pepe, e maionese.

Con un po' di insalatina fresca trovo che sia un fantastico piatto unico!

martedì 20 novembre 2012

Arancine con ragù di zucca ripiene di speck e scamorza




Questo mese la sfida più avvincente della blog sfera - l’MT Challenge - ci porta in Sicilia, in Sicilia occidentale più precisamente, dove le arancine la fanno da padrone! E si perché grazie a Roberta, abbiamo scoperto tante cose sulle arancine, prima di tutto che sono “fimmine”, belle tonde, o al limite ovali, e loro ci tengono eh? Guai a chiamarli arancini, che subito ti correggono! Pero’ mi sembra di aver capito che non è un errore chiamarli al maschile ma sono semplicemente quelli a forma di cupola che sono tipici della Sicilia orientale!

Comunque le arancine mi ricordano la mia cara amata Sicilia, quando da piccola mio padre ci caricava tutti in macchina e ci portava in estate nella sua amata terra per noi era come un’avventura, non soltanto perché prendere il traghetto era una vera e propria avventura, ma anche perché nel paese di mio papà in estate sembravano tutti impazziti, siccome di giorno faceva un gran caldo, di notte si viveva, ma si viveva fino a tardi, non tarda notte, a volte si faceva proprio quasi mattina, e le nostre nottate erano scandite da ritmi ben precisi, e da fiumi e fiumi di granite e da chili e chili di arancine J
Io sinceramente non ho mai avuto il coraggio di dire a un siculo che a me le arancine non piacevano, quelle al burro perché dentro ci trovavo sempre gli odiati piselli, e quelle al ragù perché non filavano, abituata come ero al gusto del romanissimo supplì ripieno di mozzarella, io preferivo di gran lunga il romano, ma non ho mai avuto il coraggio di confessarlo, lo dico qui pubblicamente, davanti a tutti!
Per non parlare delle dimensioni! Immaginate voi una bimbetta di 6 anni alle prese con un’arancina? Ma è gigantesca! Il supplì con 2-3 morsi te lo finisci! L’arancina si è scoperto che deve essere grande come un’arancia appunto, ma non deve andare al di sotto dei 200 gr! C’è un famoso bar a Palermo che addirittura ne fa di 280 gr! Ma da pazzi! Altro che cibo da strada! Qui ci vuole un bel piatto e coltello e forchetta per mangiare una bomba del genere J

L’unica cosa che mi piace della cucina tipica romana sono i supplì, per il resto visto che gran parte dei piatti tipici romani prevedono il pecorino o il guanciale e la pancetta non li ho mai sopportati! Ecco ora posso andare avanti con il racconto delle arancine
J che comunque ogni volta che torno in Sicilia assaggio, non si sa mai che trovo qualcuno che le faccia un po’ meno pesanti, o con un po’ di ragu ;-)

Come ogni volta questa sfida questo mese ci ha messo a dura prova, cioè, il fritto, parliamoci chiaro, a casa mia non lo mangia nessuno, quindi non friggo quasi mai, e quando vado al ristorante o in pizzeria sono capace di ordinare tutto fritto dall’antipasto al dolce, così per un po’ di tempo la mia voglia di fritto viene soddisfatta, avevo quasi sfiorato l’idea di passare per questo mese, ma poi mi sono detta, ma che peccato pero’, perdersi per un fritto, ma no dai, di idee ne avevo tante sul come farle, verdi, viola, in tecnicolor, ma poi a quanto pare dovevano essere o rosse o bianche e allora le ho preferite rosse, e ho dovuto studiare a tavolino il giorno in cui farle, cioè quando il marito che non sopporta la puzza di fritto sarebbe uscito di casa la mattina e tornato la sera il più tardi possibile J
Indivituato il giorno giusto mi sono messa all’opera!



Per il riso 
400 gr di riso arborio
 brodo vegetale q.b.
1 bicchiere grande di vino bianco secco
50 gr di grana padano
1 noce di burro
1 bicchiere di passata di pomodoro
1 scalogno piccolo
2 fette grandi di zucca
olio evo q.b.
sale q.b.
pepe nero q.b.
1 ciuffetto di prezzemolo

Per il ripieno
100 gr di speck (tagliato in un’unica fetta di 1 cm circa)
80 gr di scamorza bianca dolce

Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
300 ml d'acqua
150 gr di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui) 
300 gr di pangrattato

Per la frittura 
½ l di olio di semi diarachide (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

Il riso io l’ho preparato il giorno prima, come faceva mia mamma, quando eravamo piccoli e lei preparava TUTTI I GIORNI pranzo e cena per almeno 6-8 persone, faceva sempre tutto in abbondanza, perché così con gli avanzi ci sfamava sempre qualche ospite imprevisto, ma soprattutto perché con gli avanzi ci si preparavano sempre dei piatti succulenti, vedi la frittata di spaghetti, o la polenta rimessa in forno con mozzarella e pomodoro, slurp!

Quindi ho preparato il riso e poi fatto raffreddare e messo in frigo, il giorno dopo ho proceduto con la formatura delle arancine.
Far appassire in un tegame uno scalogno, e far tostare il riso, sfumare con il vino bianco, una volta evaporato il vino aggiungere la zucca, fatta appassire in forno per un’ora, la passata di pomodoro e mantecare, aggiungere piano piano il brodo vegetale caldo, e girare continuamente, così la zucca diventerà bella amalgamata con il riso.
Una volta che il riso è al dente spegnere la fiamma, mantecare con il burro, il grana e abbondante prezzemolo tritato finemente.
Trasferire il risotto in una teglia fredda e girare finchè il riso sarà freddo, volendo anche dentro il lavello con acqua e ghiaccio.
Trasferire il riso in frigo in un contenitore ben chiuso.
VENGHINO SIGNORI VENGHINO, LE ARANCINE AVRANNO INIZIO!



Sistemare sul tavolo tutti gli ingredienti, nel mio caso i dadini di scamorza e di speck per il ripieno, la ciotola con il pan grattato, la ciotola con la lega di acqua e farina, e i vassoi per contenere le arancine tra un passaggio e l’altro.
Munirsi anche di un asciugamano pulito perché per fare 12 arancine non so quante volte mi sono lavata le mani!
Cominciare dalla preparazione della "lega". Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 
Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell'altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. Posate nuovamente la palla di riso sul vassoio e passate alle altre, fino a completarle tutte. 
A questo punto passare alla farcitura.
Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.


Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. Io preferisco separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall'arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l'altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale. Naturalmente la lega non deve asciugare troppo, quindi se si devono fare 4658479857858569 arancine magari è il caso di prevedere più step di lega-panatura.

E ora la panatura.
Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.

E finalmente la frittura!

Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.

Conclusioni! Il fritto non è mai stato il mio forte, lo ammetto, e questo mese sono stata davvero soddisfatta del risultato, ho fatto le cose proprio come si deve, con tanto di termometro per misurare la temperatura dell’olio, che quello di arachidi prevede il punto di fumo a 180°C.
Grazie grazie grazie 1000 volte grazie a Roberta che ci ha insegnato i trucchi per fare una frittura croccante ma allo stesso tempo leggera, perché se le arancine le trovate pesanti è sicuramente per il ripieno che ci troverete dentro, infatti se vedete la mia ultima foto, il foglio di carta assorbente era quasi pulito, non era unto affatto di olio!

La soddisfazione più grande è stata profumare tutta la casa, si perchè con gli accorgimenti giusti, la casa può rimanere "purificata da una bella frittura"! Ovviamente ho chiuso la porta della cucina, e aperto la porta-finestra, poi mentre friggevo ho messo a bollire in un pentolino di acqua la scorza di un limone e un'arancia e vi giuro, che quando il marito è tornato a casa la sera mi ha detto che non ci credeva che avevo fritto, provare per credere :-)

A giunto per la cronaca, con 400 gr di riso mi sono venute 12 arancine che pesavano 100 gr l'una, senza ripieno!





Con questa ricetta partecipo all’MTC di novembre:



E al primo contest di Mariella:



venerdì 11 maggio 2012

zucchine a botte ripiene di cous cous e verdure

In vista dei grandi festeggiamenti della festa della mamma di domenica, a proposito, voi che dolce avete in mente di preparare? Insomma dicevo in vista di grandi e golose mangiate di dolci, i piatti vegetariani la fanno da padrona a casa mia in questi giorni.
Da quando ho scoperto queste zucchine tonde non posso fare a meno di riempirle! Come non smetto mai di ripetere sembrano create appositamente per essere riempite! Come potete vedere qui e qui.

Per 4 persone

Per le verdure:

1 porro
2 carote
1 patata grande
 1 zucchina
1 grande melanzana
1 peperone (ma io l'ho messo a parte)
peperoncino
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
andrebbero anche i ceci ma io ho preferito metterli a parte
2 cucchiai prezzemolo tritato
1 cucchiaino di curcuma
peperoncino
2 cucchiaini di zenzero
1 stecca di cannella
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino di coriandolo
2 chiodi di garofano
noce moscata

Scaldare 3 cucchiai di olio in una pentola wok e far appassire per bene il porro tritato finemente per 5 minuti; aggiungere la curcuma, il concentrato di pomodoro, il peperoncino, i chiodi di garofano, una grattugiata di noce moscata e lo zenzero (tritato se fresco).
Mescolare, quindi unire la cannella, le carote e la patata, acqua tanta per coprire di un dito tutte le verdure e portare ad ebollizione.
Cuocere a fuoco dolce per 5 minuti, unire il resto delle verdure, lo zafferano, il coriandolo e il prezzemolo.
Far sobbollire per 5 minuti e togliere la cannella.
Io faccio cuocere finchè le verdure rimangano belle croccanti.

Per il cous cous

Io prendo una grossa tazza da the e la riempio di cous cous, io preferisco quello precotto, lo metto in un piatto e metto uguale volume di brodo vegetale caldo. Poi per il resto seguire le istruzioni della confezione di cous cous. Mettere il brodo caldo sul cous cous, salare, mettere un filo di olio e mescolare brevemente con una forchetta. Dopo 5 minuti sgranare i chicchi con una forchetta.

Per le zucchine a botte

Prendere 4 zucchine a botte e cuocerle al vapore per 5 minuti, dopo aver tagliato la calotta superiore e svuotato l'interno con una forchetta.

Riempire le zucchine con il cous cous condito con le verdure e far gratinare in forno a 200 gradi per 10-15 minuti.

Servire su un piatto con le restanti verdure e il cous cous.

Con questa ricetta partecipo al contest di Dauly ricette ripiene


giovedì 1 dicembre 2011

cuscus alle 7 verdure con pollo marocchino al miele e curry di ceci

-cliccare sulla foto per ingrandirla-

Da quando siamo stati in Marocco mio marito mi chiede, almeno 1 volta a settimana.
Ma quando mi fai il cuscus?
Ma quando mi fai il cuscus?

E io faccio finta di niente, non è che è così semplice da preparare, almeno quello che piace a noi, con le 7 verdure! Solo per preparare tutte le verdure ci vuole un'ora e mezza!

E poi dò sempre la precedenza a un bel risotto, o a una bella torta rustica, o a una bella vellutata, o a un bel pollo indiano!

Ma grazie alla cara Giulia ieri sera ho trovato l'ispirazione per una serata tutta marocchina!

e alla Cinzia che ha avuto questa simpatica idea, stavolta l'ho accontentato, con un piatto unico che più marocchino non si può!


Praticamente Cinzia ha ideato questo giochino, ha sorteggiato le coppie di blogger, e l'una doveva riprodurre la ricetta dell'altra, da scegliere a suo piacimento, io sono stata abbinata a Giulia, e ho scelto questo piatto marocchino, chissà che cosa avrà scelto lei, mi farà la sorpresa!
Poi era a nostra discrezione se postare assieme, ma soprattutto non c'è scadenza, ma noi appena siamo state abbinate ci siamo messe subito all'opera!


Queste bellissime ciotole le ho comprate in Turchia, tantissimi anni fa, ma con questa cucina ce le vedo proprio bene!

Praticamente io del piatto di Giulia ho lasciato solo il cuscus, il pollo e il miele, poi per il resto ho fatto tutto diverso!

Ingredienti per 4 persone:

250 gr di cus cus

versare sul cuscus la stessa quantità di brodo, con un cucchiaio di olio, e mescolare, dopo 5 minuti sgranare bene con una forchetta

per il curry di ceci

1 porro
2 spicchi di aglio
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paprika
1 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di cumino macinato
1 cucchiaino di coriandolo macinato
2 barattoli di ceci in scatola
1 barattolo di polpa di pomodoro
1 cucchiaino di garam masala

Scaldare in una casseruola l'olio e aggiungere il porro tritato e l'aglio, soffriggere dolcemente.
Unire tutti gli aromi (meno il garam masala), mescolare, aggiungere i ceci scolati e sciacquati e i pomodori.
Coprire e cuocere per 20 minuti a fuoco basso mescolando ogni tanto.
Aggiungere il garam masala e cuocere ancora per 10 minuti.

Per le 7 verdure:

1 porro
2 carote
1 patata grande
qualche cimetta di cavolfiore
1 zucchina
1 peperone (ma io l'ho messo a parte)
peperoncino
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
andrebbero anche i ceci ma io ho preferito metterli a parte
2 cucchiai prezzemolo tritato
1 cucchiaino di curcuma
peperoncino
2 cucchiaini di zenzero
1 stecca di cannella
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino di coriandolo
2 chiodi di garofano
noce moscata

Scaldare 3 cucchiai di olio e far appassire per bene il porro tritato finemente per 5 minuti; aggiungere la curcuma, il concentrato di pomodoro, il peperoncino, i chiodi di garofano, una grattugiata di noce moscata e lo zenzero (tritato se fresco).
Mescolare, quindi unire la cannella, le carote e la patata, acqua tanta per coprire di un dito tutte le verdure e portare ad ebollizione.
Cuocere a fuoco dolce per 5 minuti, unire il resto delle verdure, lo zafferano, il coriandolo e il prezzemolo.
Far sobbollire per 5 minuti e togliere la cannella.
Io faccio cuocere finchè le verdure rimangano belle croccanti.

per il pollo:

350 gr di petto di pollo
farina
olio evo
1 limone
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di cumino
1 bicchiere di brodo
1 tazza di piselli

In una padella scaldare l'olio e le spezie, far dorare i pezzettini di pollo infarinati aggiungendo anche un grande cucchiaio di miele, quando saranno tutti dorati aggiungere il brodo caldo, i piselli, salare e far cuocere per massimo 20 minuti.

Io lo trovo un piatto molto equilibrato, e quando lo preparo ne faccio sempre in abbondanza, prima di tutto perchè ci vuole molto tempo per farlo quindi mi fa piacere il giorno dopo ritrovarmi il pranzo pronto.
La dolcezza del pollo, il curry di ceci piccantissimo e le verdure speziate si fondono con il cuscus in un modo sublime!




Questo è l'impiattamento selvaggio, della serie ora si mangiaaaaa :-D