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venerdì 6 giugno 2014

tortelli di S. Giovanni ricotta e spinaci per quanti modi di fare e rifare


Oggi siamo ospiti a casa di Lucia, e si, le cuochine di quanti modi di fare oggi ci hanno portato addirittura a Parma, città bellissima che io non ho ancora avuto l'onore di visitare, pazzesco quante città d'Italia io debba ancora visitare.



Lucia mi ha fatto scoprire che a Parma si usa, per la vigilia di S Giovanni Battista, mangiare i tortelli di erbetta (oppure di patate o di zucca), possibilmente all'aperto su un prato, perchè la tradizione vuole che la rugiada della vigilia di S.Giovanni sia portafortuna.
Quindi in genere la sera del 23 giugno si va sempre ad una di quelle feste campestri, le famose tortellate.
Voi direte, ok ma se i tortelli debbono essere ripieni di erbette, patate o zucca perchè tu li hai fatti di spinaci?
Prima di tutto ho seguito la ricetta di Lucia, e secondo pare che nel ripieno sia contemplato anche l'uso dello spinacio, anche se i veri siano quelli di erbette, prima o poi li voglio provare!

Sono davvero contenta, questi sono i ravioli più buoni che abbia mai fatto, roba che non riesco più a mangiare quelli comprati, davvero GRAZIE!!!


Ingredienti per 3 persone: (circa 25 tortelli)

per la pasta

100 g farina 0
100 g farina grano duro
2 uova
sale

per il ripieno

150 g spinaci
200 g ricotta di pecora
50 g di grana padano grattugiato
sale
noce moscata
zeste 1/2 limone

per il condimento

burro fuso
1 pizzico di curcuma
salvia
grana padano grattugiano


Procedimento:


  1. setacciare le farine, impastare con le uova per almeno 10 minuti e far riposare al coperto la palla quando è bella liscia e morbida per almeno 30 minuti.
  2. Nel frattempo preparare il ripieno cuocendo in pochissima acqua gli spinaci, farli raffreddare e strizzarli bene con le mani finché non vi sia più acqua, tagliarli al coltello e amalgamarli con la ricotta sgocciolata e setacciata, aggiungere il grana, il sale, la noce moscata, e le zeste di limone. Far riposare in frigorifero nel frattempo che si prepara la pasta.
  3. Stendere la pasta, io con la macchinetta, bella sottile ma non fino all'ultima tacca, formare dei quadrati di 7cm di lato tagliandoli con una rotella dentellata e mettere il ripieno, 1 cucchiaino circa, ripiegando in rettangoli. Far uscire tutta l'aria e premere i bordi con le dita.
  4. cuocere in una pentola bassa e larga massimo 5 minuti e condire con burro fuso nella salvia e abbondante grana grattugiato. Siccome io tendo sempre ad usare meno burro possibile ho aggiunto un pizzichino di curcuma per accentuare il giallo del burro e per dare un gusto più deciso, una vera rivelazione, ora lo farò sempre, davvero squisiti!


Ci vediamo il mese prossimo con le ricette dei quanti modi di fare, il 6 luglio saremo ospiti nella cucina di Fr@ dove prepareremo il piatto tipico romano di ferragosto


il pollo con i peperoni


giovedì 6 marzo 2014

pici con noci e con briciole per quanti modi di fare e rifare


Questo mese ho l'onore di ospitare tutte le cuochine di "quanti modi di fare e rifare" nella mia cucina per cucinare tutte assieme i pici toscani.
I pici sono dei grossi spaghetti fatti a mano tipici della zona della provincia di Siena, i condimenti più classici sono appunto all'aglione, con ragù d'anatra, con le briciole e con ragù di cinghiale.




Le ho invitate a cucinare i classici pici all'aglione, ma oggi vi propongo 2 versioni, una con le noci, condimento alternativo che usava mia madre, e l'altra con le briciole, che mangiavo spesso quando andavo a passare dei bei week-end in Toscana.




versione con noci e ricotta:

Ingredienti per 4 persone

per i pici:

200 gr di farina di grano duro (oppure 100% tipo 0)
200 gr di farina 00
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 pizzico di sale
acqua q.b.

per il condimento:

12 noci
4 cucchiai di ricotta
prezzemolo
olio evo e o burro
sale e pepe nero
grana padano grattugiato

Setacciare bene la farina, e aggiungere piano piano l'acqua, io a dire il vero tutti gli impasti li metto nel mio tanto adorato Ken, e poi li finisco di impastare a mano, aggiungere tanta acqua finchè la pasta risulti dura ma non troppo, aggiungendo anche un pizzichino di sale e olio.
Farla riposare coperta 30-60 minuti.
Poi stendere con il mattarello una sfoglia altra quasi un cm, e cominciare a tagliare delle strisce, che si stenderanno un po' come gli gnocchi formando dei filoncini lunghi, io mi regolo con la larghezza del mio asse di legno, essendo lungo 60 cm faccio prima un cordoncino lungo quanto l'asse, poi lo divido in 2 e stendo ancora fino ad arrivare alla lunghezza dell'asse, più sottili si fanno e meglio è, perchè poi in cottura si gonfiano parecchio e in teoria non dovrebbero superare i 3 mm di spessore.
Adagiarli in un panno di cotone utilizzando della farina di mais per non farli attaccare, cuocerli in abbondante acqua salata, per almeno 10 minuti.

Per il condimento, che si preparerà nel frattempo che cuociono i pici, tritare le noci in un mixer, miscelarle con la ricotta e un po' di burro fuso o olio, mantecare i pici aggiungendo un po' di acqua di cottura, il prezzemolo e il grana grattugiato solo alla fine.



versione con le briciole (per 4 persone)




la dose dei pici indicata sopra

per il condimento:

2 grosse fette di pane
2 filetti di acciughe
prezzemolo
olio evo
2 spicchi di aglio
pecorino stagionato toscano
sale q.b.

Preparare i pici come nel procedimento sopra descritto, io in questa versione ho aggiunto in ciuffetto di prezzemolo tritato per colorarli un po'.
Nel frattempo che bolle l'acqua privare le fette di pane della crosta, farle a tocchetti e metterle nel mixer fino a che diventeranno appunto delle briciole.
Farle tostare su una padella senza olio, si possono aggiungere a piacere delle erbe aromatiche, prezzemolo o salvia o timo, nel mio caso il prezzemolo l'ho messo nell'impasto e quindi non ho messo niente.
Una volta che le briciole risultano ben dorate toglierle dal fuoco.
In un'altra padella far dorare l'aglio con l'olio e far sciogliere i filetti di acciughe.
Una volta che i pici sono cotti saltarli nella padella con l'olio aggiungendo un po' di acqua di cottura dei pici e impiattare.
Aggiungere le briciole e il pecorino grattugiato direttamente sul piatto.






Ci vediamo tutte assieme il 6 aprile dove andremo a cucinare la torta pasqualina a casa dell'arbanella di basilico:





mercoledì 6 novembre 2013

Quanti modi di fare e rifare lo stracotto di manzo con polenta


Oggi siamo a casa di Daniela, una cuochina no blogger che partecipa all'iniziativa "Quanti modi di fare e rifare..." e abbiamo preparato la polenta con lo stracotto di manzo! Buonissima! Io l'ho servita con delle belle verze ripassate in padella così diventa un piatto unico completo! 
Tra me e mio marito c'è sempre lo sfottò perchè a me la polenta piace alla terrona, con un bel sugo di carne, invece a lui piace di più bianca con i formaggi fusi! Ma questo l'ha mangiato volentieri anche lui!
Tra l'altro la polenta che vedete non è comprata ma è macinata da noi, abbiamo preso delle pannocchie di granoturco nei campi coltivati di nostro cugino, lui alleva le mucche per la produzione del latte per il grana padano quindi questi campi debbono rispettare tutte le normative per l'uso di pesticidi che praticamente non vengono mai usati, viene solamente trattato il terreno prima della semina, e non avete idea che profumo e che sapore ha! Niente a che vedere con la polenta insapore e inodore dei pacchetti sottovuoto del supermercato!
Vi giuro che la prima volta che l'ho annusata ho chiuso gli occhi e ho pensato a quelle furbone delle mucche che si cibano con questi cereali!
Dopo una piccola prova che abbiamo fatto l'anno scorso con qualche pannocchia, quest'anno ne abbiamo preparato ben 5 chili, e addirittura abbiamo comprato anche la pentola di rame!


Infatti ogni volta che prepariamo la polenta io faccio sempre un bel sugo con le salsicce e le costolette di maiale e il manzo così non lo avevo mai cucinato! Buonissimo e tenerissimo, ecco la ricetta di Daniela con le dosi e il procedimento fatto da me.



Ingredienti:
Dose per 4 persone:
  • 800 g di manzo (polpa di spalla, scamone o cappello del prete, nel reggiano suora) 
  • 1 carota 
  • una gamba di sedano 
  • una cipolla 
  • 2 spicchi d'aglio 
  • qualche chiodo di garofano
  • una spolverata di cannella
  • 400 g polpa di pomodoro
  • vino rosso secco
  • sale e pepe e olio extra vergine
In un ampio tegame rosolare la carota, il sedano e la cipolla tritati finemente con 3 cucchiai di olio e le spezie, aggiungere il pezzo di manzo intero e farlo rosolare da tutti i lati, a questo punto sfumare con il vino, e una volta evaporato aggiungere la polpa di pomodoro. Ho lasciato cuocere per 3 ore la carne girando di tanto in tanto. 

A fine cottura tagliare il manzo a fette e servirlo sulla polenta con il suo sughetto. 

Polenta per 4 persone: 
  • 500 g di farina gialla 
  • 2 litri di acqua fredda
  • sale 
Cuocere la farina gialla per circa ¾ d'ora in acqua salata, lasciandola abbastanza morbida.

martedì 24 settembre 2013

GAZPACHO... punto e basta di Mai e un po' mio


Voi non ci crederete ma sono tantissimi anni che vado in vacanza in Spagna, e non ho mai avuto il coraggio di assaggiare un gazpacho, all'inizio perchè andavamo nei grandi alberghi e i grandi buffet erano una vera e propria lotta per prendere qualcosa di commestibile, quindi sia le zuppe calde che i gazpacho venivano messi in dei pentoloni grandi almeno un metro, insomma, mi dava l'impressione di trovarci dentro chissà cosa :-D

Fino a questa estate, dove una sera a cena nel mio ristorante preferito il cameriere mi dice, stasera tra i piatti del giorno c'è il gazpacho! Evvai! Finalmente lo assaggio e mamma mia, avevano messo i pezzetti di mela granny smith e ci stavano da DIO! Visto che il gazpacho ha un sapore molto forte e spiccato tra aglio e peperoni!!!

Vi confesso che ho avuto anche il coraggio di comprarlo al supermercato in brick,e ho scoperto che c'e di tantissime marche e in tantissime varianti, tradizionale, andaluso, con cipolla, senza, insomma in questa calda estate ho svoltato un sacco di cene con un bel gazpacho bello fresco!

Insomma tra me e me ho pensato, è una tra le prime cose che preparerò appena tornerò a casa, assieme al doulche de leche, altra cosa scoperta questa estate. Mentre per il doulche de leche dovrò aspettare ancora un po' visto che stiamo ancora mangiando un barattolo comprato li al supermercato, per il gazpacho ho pensato che nel blog di Mai lo avrei trovato sicuramente!

E chi è la recipetionist di questo mese? Lei! Che casualità, eh?



Ingredienti per 4 persone:
1/2 peperone verde
1/2 peperone rosso
1 citriolo
5 pomodori grossi e maturi (io quelli per il sugo)
75 gr. di olio extra vergine di oliva
2 fette di pane rafermo (io tipo pugliese)
1 litro d'acqua fredda (più altra acqua per ammollare il pane)
2 o 3 cucchiai di aceto
aglio a piacere (io metà spicchio, senza l'anima)
sale

Mettere il pane in ammollo in un recipiente pieno d'acqua. Lavare tutte le verdure, sbucciare il cetriolo e farle tutte a pezzi. Versare nel frullatore tutti gli ingredienti, incluso il pane ammollato e strizzato e frullare per bene fino ad ottenere una salsa liquida. 
Dopo di che, passare al setaccio, premesso che io i pomodori li pelo grossolanamente, così nel caso non lo setacciasse, le pellicine del pomodoro non danno tanto fastidio.
Con questa quantità e un frullatore da 1 litro come il mio, devo farlo in due volte. 
Poi lo mischio e assagio nel caso serva ancora del sale o del aceto, va molto a gusto. 
Stà a voi sceglier come gustarlo, se a cucchiaio o in bicchiere, basta aggiungere un poco più di acqua e farlo più liquido. Ma in ambi casi servire freddo! 
Io utilizzo un setaccio non tanto fitto perché mi piace sentire il gazpacho denso, anche se lo bevo, in questo caso ho fatto metà in un modo e metà nell'altra.


giovedì 6 giugno 2013

canederli agli spinaci per quanti modi di fare e rifare


Come tutte le ultime ricette che sto postando ultimamente introduco questa ricetta dicendo, è una vita che volevo farli!
Da quando vado in vacanza in Trentino che muoio dalla voglia di mangiarli, e quindi anche di rifarli, sia i canederli che il tortel di patate, che è una sorta di rosti di patate fritto servito con i salumi e i formaggi, ma non ho mai osato rifarli a casa, chissà perché, forse perché avevo paura che mi venissero male e quindi che avrei finito per odiarli?
Per chi non li conoscesse i canederli sono un primo piatto tipici della cucina trentina, friulana e dell'alto Veneto.
Sono delle palline composte da pane raffermo latte e uova insaporiti in varie maniere, con spinaci, o speck o cipolla o pancetta o semplicemente formaggio.
Insomma ogni volta che vado in vacanza in Trentino li ordino sempre al ristorante e ora sono proprio contenta di aver imparato a farli da me perchè sinceramente mi sono piaciuti molto di più di quelli mangiati li o comprati al super! Anche perchè una volta li ho comprati al super e ci sono rimasta malissimo, mi hanno fatto pagare ben 6 canederli 8 euro! Ma da cuocere eh? Non già conditi e belli e pronti!
Sono tornata al super e ho detto ma guardate che vi siete sbagliati, e loro, no no costano così!!!!

Meno male che questo mese l'iniziativa di Anna e Ornella, quanti modi di fare e rifare, ci portano nella cucina di Antonella, la quale ha proposto la sua versione dei canederli.




Ingredienti per 21 pz: (in rosso le mie modifiche)

1 kg di spinaci freschi
5 cucchiai di farina (metà bianca e metà di grano saraceno)
2 uova
1 grattatina di noce moscata
2 panini raffermi (150gr circa)
250 gr di formaggio (fontina o asiago)
grana grattugiato q.b.
1 spicchio di aglio (io omesso)
sale q.b.

burro e salvia per condire

esecuzione:

Fate cuocere velocemente gli spinaci in un dito di acqua.
Strizzateli e frullateli con lo spicchio di aglio.
Tagliate a cubetti il pane e i formaggi, aggiungete la farina e gli spinaci e le uova.
Il composto dovrà risultare compatto e sodo. Io l'ho fatto riposare in frigo qualche ora.
Con le mani inumidite formate della palle che possono andare dalle dimensioni di una pallina da golf a quella da tennis, io le ho fatte medio piccole (da 40 gr cad) perchè poi in cottura crescono un po'.
Fate bollire in abbondante acqua salata e quando vengono a galla (circa 10 minuti) prenderli con una schiumarola e condirli in una pirofila con burro e salvia.

sabato 6 aprile 2013

quanti modi di fare e rifare gli strangulaprievet' al ragù napoletano



Che bello non vedo l'ora arrivi il 6 del mese per pubblicare tutte assieme alle altre cuochine la stessa ricetta, questo mese siamo tutte nella cucina di Spery, e abbiamo preparato questi gnocchetti fantastici, per l'iniziativa quanti modi di fare e rifare!
Essendo una ricetta classica l'ho rifatta uguale uguale, solamente per il procedimento per fare gli gnocchi ho provato un nuovo metodo!


strangulaprievet' al ragù napoletano


Ingredienti peri gli strangola preti (x 4 persone)
400 gr di farina di grano duro
400 gr di acqua bollente
1 pizzico di sale
1 goccio di olio

  • Far bollire l'acqua con il sale e l'olio, spegnere la fiamma e far cadere la farina a pioggia mescolando per non far formare i grumi.
  • Versare l'impasto su una spianatoia e far raffreddare coperto.
  • Impastare con le mani finchè l'impasto non diventa liscio e morbido aggiungendo se serve un po' di farina.
  • far riposare l'impasto per 15 minuti.
  • Trascorso questo tempo, formare dei cilindri, grossi più o meno un dito, che andranno tagliati a tocchetti.
  • Con l'aiuto del dito indice, incavare gli gnocchi.
  • cuocere in abbondante acqua salata. Saranno cotti, quando saliranno a galla.
  • Condire con abbondante ragù.

Ingredienti per il ragù

5 costine di maiale
5 ossa carnose di bovino
5 fette di bovino di spessore medio
1 bicchiere di vino bianco secco
2 litri di passato di pomodoro
3 cipolle
sale e pepe
prezzemolo q.b
grana padano per noi ;-)
olio extravergine di oliva

  • Preparare gli involtini, ponendo nel centro delle fettine di carne il grana, il prezzemolo, sale e pepe.  Arrotolare le fettine su stesse e chiuderle con uno stuzzicadenti.
  • Tagliare le cipolle a julienne e porle in un tegame dal fondo spesso insieme all'olio.
  • Far soffriggere a fuoco medio. Quando le cipolle si saranno imbiondite ben bene, eliminarle dall'olio e aggiungere i pezzi di carne.
  • Far rosolare la carne nell'olio e lasciar cuocere per circa trenta minuti, sfumando con il vino bianco, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
  • A questo punto, aggiungere il passato di pomodoro. Salare, pepare e aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero. 
  • Quando il sugo inizierà a sobollire, abbassare la fiamma al minimo e lasciar andare per almeno 5 ore, girando di tanto in tanto, in modo che il pomodoro non si attacchi sul fondo del tegame.  (Io avendo fatto un sugo per 4 persone dopo 1 ora ho spento).


lunedì 18 marzo 2013

fideuà con moscardini e olive



Questo mese la sfida più avvincente della blog sfera l'MTC ci porta in Spagna precisamente dei paesi catalani, visto che il vincitore del mese scorso è stata la scintillante MAI, diciamo che è una specie di paella che al posto del riso vede la pasta, i fideus, non penso che in Italia si trovino, comunque si spezzano gli spaghetti, possibilmente fini, e il gioco è fatto!



Non so quanti anni sono che mi riprometto di fare la paella ma non mi sono mai cimentata nell'opera, mi sembra un'impresa titanica, e invece seguendo la scrupolosa video ricetta di Mai è stato facilissimo!
Ho avuto solo problemi con la maionese, non mi è riuscito di montarla, né con le fruste, né con il minipimer, e per non buttare tutto mi sono cuccata la salsa così liquida, era buona lo stesso ve lo assicuro!

Mia figlia non l'ha mangiata, ma perchè lei ha ancora i gusti da bambina, l'unico pesce che mangia è quello al forno tipo filetto, pero' non mi lamento perchè lo mangia molto volentieri, è con le cozze e i polipi che ha un po' di difficoltà, ma è comprensibile!

Quindi preparandola per solo 2 persone ho scelto di inserire un solo tipo di pesce, perchè mio marito non mangia le cozze, e quindi non potevo di certo mangiarmi 1 kg di cozze soltanto io, visto che non trovo chi ne vende confezioni più piccole :-)



Ingredienti per 2 persone:

180 gr. di spaghettini integrali spezzati in 4
4 pomodori maturi ramati
2 spicchi di aglio
2 moscardini (circa 400 gr)
1 pugno di olive di gaeta
1 piccolo peperone rosso
1 ciuffo di prezzemolo
1/2 cucchiaino di paprica dolce
1/2 cucchiaino di curcuma
sale olio extra vergine


brodo
1 cipolla media
1 sedano
1 carota
1 zucchina
aqua, sale


per la salsa alioli
1/2 spicchio di aglio
olio extra vergine (quanto basta per legare la salsa sui 100 ml)
sale
1 tuorlo di uovo
1 ciuffo di prezzemolo


Procedimento
Io il brodo ce l'ho sempre nel freezer perchè ogni settimana faccio almeno 2 volte il passato di verdure e il brodo in eccesso lo surgelo.
Mettere a bollire tutte le verdure, a piacere, per almeno un'ora, filtrare il brodo e tenerlo in caldo.

In un tegame far imbiondire uno spicchio di aglio, adagiare i moscardini, un po' tagliati a fettine       
e tenere intero almeno uno a persona. Una volta che è diventato rosa, sfumare con il vino bianco secco e aggiungere la polpa di 4 pomodori freschi, fatti appassire precedentemente in acqua bollente, privati della pelle e frullati, far cuocere a fuoco moderato per almeno 20 minuti.

In una capiente padella, se avete la paellera è l'ideale, scaldare un filo d'olio, versarci i fideus e farli tostare il più omogeneamente possibile, devono diventare sul marroncino ma attenzione a non bruciarli troppo. 
Quando pensate che sono tostati perfettamente sfumare con il brodo, aggiungere la paprika, la curcuma, il peperoncino, le olive e i moscardini con tutto il loro sughetto,  e far cuocere il tempo di cottura della pasta, aggiungendo brodo se serve.

Accompagnare la fideua con la salsa, che esalta il sapore non solo del pesce, ma del piatto intero.
Nel mio piatto ho anche aggiunto dei peperoni a fettone belle larghe, in modo da non contaminare l'altra parte della fideua, visto che il marito odia i peperoni, è una trovata geniale di un ristorante a Barcellona, qui scrupolosamente raccontato, dove andavamo sempre a mangiare, dove nella paella aggiungevano i peperoni solo sopra, anzichè metterli in mezzo a pezzetti da 1/2 cm, e mio marito ha apprezzato alla grande! Per chi non li digerisce ma ama la paella è davvero LA soluzione!

Sarà che ieri non mi è riuscito niente, ho montato gli albumi per fare delle meringhe sembravano gonfi e poi puf! Tutto impazzito!
Stessa cosa per la salsa, avevo letto che si poteva fare sia con il minipimer che con le fruste elettriche, ma non mi è riuscita, quindi per non dover buttare tutto l'ho mangiata anche così liquida, è buona lo stesso per carità, pero' questi sono i misteri della cucina, che poi c'è chi dice che tutti gli ingredienti debbono essere freddi di frigorifero, chi invece dice a temperatura ambiente.
Comunque per la salsa avrei fatto così:
messo nel boccale del minipimer
tutti gli ingredienti 
una volta che il composto era tutto liquefatto
e quindi per niente montato
ho messo in frigo e mangiato
con i peperoni
con i gamberi
buona
buona
buona
ma la maionese è un'altra cosa!


martedì 15 gennaio 2013

pici alla crema di tartufo


Dopo aver pubblicato i pici all'aglione, a dicembre, non avrei mai pensato di rifarli, e così dopo poco tempo!
E chi se lo immaginava che Patty avrebbe scelto proprio loro, i pici, come sfida di gennaio!
Praticamente da quando ho il blog che desideravo farli sti benedetti pici, che, come ho spiegato nell'altro post, hanno accompagnato tutta la mia infanzia e tutti i nostri pranzi domenicali in famiglia!

Noi a casa li mangiavamo sempre con un bel sugo con salsicce e costolette di maiale, e ogni volta che vado in Toscana, non posso fare a meno di assaggiarli con i loro condimenti tipici, all'aglione, appunto, o con le briciole o con il più raffinato ragù di cinghiale.

Quindi questa volta li ho conditi con la crema di tartufo, che mi ricorda le belle mangiate che ci siamo fatti in Umbria, a dire il vero in Umbria il piatto tipico sono proprio gli stringozzi al tartufo, voi direte, vabbè per partecipare all'MTC non hai fatto altro che aprire un barattolo, ma io impazzisco per il tartufo, tant'è vero che dopo aver passato un capodanno in un agriturismo vicino Perugia, non abbiamo mangiato più tartufo per anni e anni, visto che ne abbiamo mangiato talmente tanto che ci venne la nausea, non potevamo sentire l'odore neanche da lontano!

Infatti vi consiglio di metterne davvero poco, casomai si fa sempre in tempo ad aggiungerne un po'! Che poi se si va a vedere bene, negli ingredienti non c'è solo il tartufo, in questi barattolini, ma anche un misto di funghi.
Poi io per fare la cremina non ho usato la "volgarissima" panna, ma una sana ricotta vaccina ;-)


con i pici nel cuore, con ricotta e tartufo

Ricetta per 2 persone:


100 gr di farina di grano duro
100 gr di farina 00
1 cucchiaino di olio extravergine di oliva
1 pizzico di sale
acqua q.b.

Setacciare bene la farina, e aggiungere piano piano l'acqua, io a dire il vero tutti gli impasti li metto nel mio tanto adorato Ken, e poi li finisco di impastare a mano, aggiungere tanta acqua finchè la pasta risulti dura ma non troppo, aggiungendo anche un pizzichino di sale e olio.
Farla riposare coperta 30-60 minuti.
Poi stendere con il mattarello una sfoglia altra quasi un cm, e cominciare a tagliare delle strisce, che si stenderanno un po' come gli gnocchi formando dei filoncini lunghi, io mi regolo con la larghezza del mio asse di legno, essendo lungo 60 cm faccio prima un cordoncino lungo quanto l'asse, poi lo divido in 2 e stendo ancora fino ad arrivare alla lunghezza dell'asse, più sottili si fanno e meglio è, perchè poi in cottura si gonfiano parecchio e in teoria non dovrebbero superare i 3 mm di spessore.
Adagiarli in un panno di cotone utilizzando della farina di mais per non farli attaccare, cuocerli in abbondante acqua salata, per almeno 10 minuti.

Per il condimento:

2 cucchiaini di ricotta
2 cucchiaini di crema al tartufo
prezzemolo
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di olio evo

Mentre i pici sono in cottura, faccio scaldare in un padellino l'olio, con lo spicchio di aglio, se vi piace anche mangiarlo, tritarlo finemente, oppure metterlo intero, e poi buttarlo, aggiungere la ricotta e la crema al tartufo e tanto, tanto prezzemolo, tanto per alleggerire un po' il sapore forte del tartufo, potete anche diluire con della semplice panna, alimento che io ho abolito dalla mia cucina, tranne per alcuni dolci!
Saltare i pici una volta cotti e scolati aggiungendo solo alla fine altro prezzemolo!

Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio:





sabato 29 dicembre 2012

ravioli di zucca e patate con farina di grano saraceno


Visto che capodanno si avvicina, vi lascio gli auguri con questi ravioli un po' particolari, senza uova, né nell'impasto, né nel ripieno, a dire il vero non c'è neanche carne o pesce, quindi potrebbero andare bene per una cena vegetariana? Oppure il vostro menù di capodanno prevede rigorosamente pesce? Vi piace il piatto che ho sequestrato a mia madre l'ultima volta che sono andata a trovarla? Questi piatti hanno circa 60 anni, da quando sono nata che me li ricordo, mia madre ha la dispensa piena non so se prima facevano i servizi da 36, bhO????? Insomma da quando ho il blog ho una serie infinita di piatti "unici" comprati da Ikea, mercatini dell'usato, insomma, sono proprio contenta di averlo finalmente fotografato per la prima volta!

Questa ricetta mi è venuta in mente per togliermi dalla dispensa sta benedetta farina di grano saraceno, che non so neanche io perchè l'ho comprata, visto che non mi piace né nei dolci né in altri impasti salati, a parte i pizzoccheri, non posso passare tutto l'inverno a mangiare i pizzoccheri, sgrunt!

Mettendo solo 1/3 nell'impasto il sapore del grano saraceno mi è piaciuto molto che ha creato un contrasto con la dolcezza della zucca davvero insolito.
Noi non so cosa mangeremo, magari qualcosa take away, visto che saremo a Londra, e a quanto pare, ho letto che per vedere i fuochi d'artificio sul Tamigi la gente va li già dalle 4 di pomeriggio ad accaparrarsi i posti migliori, riusciranno i nostri eroi? Speriamo! Visto che capodanno dell'anno scorso l'ho passato a letto con mia figlia con 39 di febbre :-(


Cenetta per 2 persone:

ingredienti per l'impasto:

50 gr di farina 00
50 gr di farina di grano duro
50 gr di farina di grano saraceno
acqua q.b.
sale

ingredienti per il ripieno:

2 fette di zucca
1 patata
2 cucchiai di grana grattugiato
1 cucchiaio di pane grattugiato (se serve)
sale
pepe
erba cipollina

Impastare a mano le farine con tanta acqua quanto ne assorbe, far riposare l'impasto coperto per almeno un'ora.
Nel frattempo preparare il ripieno.
Io in genere lo preparo sempre il giorno prima, così si usa bello freddo di frigorifero.
Far cuocere a vapore la patata e la zucca, schiacciarla ancora calde con la forchetta e condire.
Lasciare raffreddare.

Stendere la pasta con il mattarello e formare i ravioloni.
Io ne ho fatti 25 grandi a forma quadrata, mettere il ripieno, schiacciare i bordi con una forchetta e cuocerli in acqua abbondante salata per circa 10 minuti.

Condire a piacere con burro o salvia, oppure io ho condito con un pesto di noci e grana.

lunedì 10 dicembre 2012

finalmente i pici all'aglione


Cioè non so se si vede bene il fumo, eh eh li ho fotografati proprio fumanti!

Finalmente i pici sul mio blog!
Da quando ero piccola che li mangio, a dirla tutta, pensavo fossero originari di Caprarola, il paese di mia mamma, poi quando ho cominciato a viaggiare e a sconfinare dal Lazio, mi sono accorta invece che erano tipici della Toscana, precisamente della zona del senese.
Senza internet, tipo 20 anni fa, ci si fidava delle parole dei ristoratori, o del passaparola, di certo a 20 anni non mi veniva certo in mente di investire in libri di cucina!

Quindi visto che di acqua sotto i ponti ne è passata, e oramai con il blog si è arrivati ad una cultura culinaria al di sopra della media, ogni giorno si fanno scoperte neanche fossimo dei neonati alle prese con le prime conquiste, non potevo non inserirli tra le mie ricette preferite, visto che oramai in Toscana non ci si va così spesso, e che mia madre, vista l'età non li prepara più, me li faccio io, ovvio!

Questi sono conditi con tanto aglio, ma mi raccomando, provateli solo con pomodoro fresco, altrimenti rimandate a periodi in cui trovate dei pomodori freschi decenti.
Poi in Umbria per esempio, molto spesso vengono preparati con una salsa tartufata.
Diciamo che ogni regione ha la sua caratteristica, ma questi all'aglione sono proprio toscani doc!

I veri pici sono fatti con sola acqua e farina, anche se chi vuole mettere un uovo nell'impasto, per legare meglio il tutto, non viene fucilato o crocefisso dai puristi :-)
Infatti mia madre in un impasto da 1 kg di farina un ovetto lo metteva, io preferisco senza.

Ingredienti per 4 persone:

200 gr di farina di grano duro (oppure 100% tipo 0)
200 gr di farina 00
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 pizzico di sale
acqua q.b.

Setacciare bene la farina, e aggiungere piano piano l'acqua, io a dire il vero tutti gli impasti li metto nel mio tanto adorato Ken, e poi li finisco di impastare a mano, aggiungere tanta acqua finchè la pasta risulti dura ma non troppo, aggiungendo anche un pizzichino di sale e olio.
Farla riposare coperta 30-60 minuti.
Poi stendere con il mattarello una sfoglia altra quasi un cm, e cominciare a tagliare delle strisce, che si stenderanno un po' come gli gnocchi formando dei filoncini lunghi, io mi regolo con la larghezza del mio asse di legno, essendo lungo 60 cm faccio prima un cordoncino lungo quanto l'asse, poi lo divido in 2 e stendo ancora fino ad arrivare alla lunghezza dell'asse, più sottili si fanno e meglio è, perchè poi in cottura si gonfiano parecchio e in teoria non dovrebbero superare i 3 mm di spessore.
Adagiarli in un panno di cotone utilizzando della farina di mais per non farli attaccare, cuocerli in abbondante acqua salata, per almeno 10 minuti.

Per il condimento, che si preparerà in meno di 10 minuti, far scaldare in un'ampia padella dell'olio extravergine, sbucciare e schiacciare almeno 3-4 spicchi di aglio a persona, far insaporire l'olio con l'aglio, facendo attenzione a non bruciarlo, aggiungere del pomodoro fresco e appena appassisce spegnere la fiamma.

Saltare i pici una volta cotti e scolati aggiungendo solo alla fine del pecorino, ovviamente se piace, altrimenti il parmigiano grattato va benissimo!