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martedì 6 luglio 2021

cheese cake al cioccolato fondente senza cottura



 Ingredienti:

base: gr 200 biscotti

80 gr burro


crema:

250gr  ricotta

250 gr panna

250 gr philadelphia

120 g zucchero

150 gr cioccolato fondente

10 g gelatina


top:


125 g ciliege

90 g acqua

25 g zucchero semolato

1 cucchiaio amido di mais


Procedimento:


tritare i biscotti con il burro fuso, foderare una teglia di 20 cm di diametro con carta forno, solo il fondo, e premere con un cucchiaio.

Far riposare in frigo.

Nel frattempo far sciogliere a bagno maria il cioccolato, montare le creme con lo zucchero, aggiungere il cioccolato e alla fine la gelatina sciolta.

Versare il composto sulla base biscotto e in frigo per almeno 4 ore.


Per il top: frullare le ciliege con acqua e zucchero e amido, lasciare qualche frutto intero per la decorazione. far cuocere in un pentolino per qualche minuto finchè il composto diventa trasparente.

Versare sulla crema quando tiepida.




venerdì 29 novembre 2013

dulce de leche


Questa estate a Fuerteventura la grande scoperta culinaria oltre al gazpacho è stato il dulce de leche.
Non so perchè dopo tanti anni che andiamo li non mi era mai venuto in mente di assaggiarlo.
Eppure è pieno di bar chiamati proprio "dulce de leche".
Ebbene, una volta assaggiato è stato difficile smettere.
Tutte le gelaterie hanno il gusto dulce de leche.
E anche nei supermercati lo vendono, debbo dire che la vaschetta del supermercato era anche molto molto meglio del gelato di alcune gelaterie cosiddette artigianali.
A Fuerteventura è davvero difficile trovare una gelateria degna di questo nome, anzi a parer mio l'unica che prepara un ottimo gelato è proprio una gestita da italiani, si chiama El Gusto.
Insomma, farlo è facilissimo.
Questo che vedete ha bollito solo un'ora e mezzo, pensavo di stare li a girare e rigirare il composto per più di 2 ore, ma invece è scurito parecchio, perchè in realtà il dulce de leche è molto più chiaro.
Per chi non lo conoscesse il dulce de leche è molto simile come gusto al caramello, ma è molto meno grasso perchè in realtà non è altro che una confettura al latte, in quanto è fatto soltanto di latte zucchero e vaniglia.
E' un dolce tipico argentino ma viene molto usato in tutti i paesi sud Americani e quindi anche in Spagna.
Come tutte le marmellate si conserva in barattolo di vetro ma una volta aperto è meglio conservarlo in frigorifero e consumarlo nel giro di un mese.
Per il suo utilizzo, come tutte le creme spalmabili, io lo mangio nello yogurt la mattina, mia figlia ne mette un bel cucchiaio sul gelato alla vaniglia, oppure semplicemente spalmato sul pane.
Prossimamente pero' voglio fare questi biscottini argentini, gli alfajores.

ricetta:

1 litro di latte intero
300 gr di zucchero semolato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia puro (o i semini di una bacca)
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Far scaldare il latte e la vaniglia in una pentola molto capiente, poi aggiungere lo zucchero e il bicarbonato.
Far bollire come fosse una marmellata a fuoco moderato e girare di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
A me dopo un'ora e mezzo dal bollore era pronto, invasare nei barattoli di vetro ben sterilizzati.
Le dosi sono per 2 barattolini piccoli da 150 gr.

martedì 15 ottobre 2013

pavlova di Donna Hay in versione monoporzione


Avete mai provato la pavlova con lo yogurt?
Io si, datemi della pazza, ma l'ho fatto!
Da quando produco lo yogurt con la mia bella yogurtiera ne mangio in quantità industriale e lo metto dappertutto, perchè è buono e profumato!
Da quando seguo in questo periodo Masterchef Australia, in una puntata c'era ospite Donna Hay, e non ho potuto fare a meno di replicare la sua famosa ricetta della pavlova.
D'altronde quando mi avanzano degli albumi il mio primo pensiero è per lei, questa meringa dolce che mi fa impazzire.
Bhè che dire, buonissima, ma ancora più dolce di quella che faccio di solito pubblicata qui, che poi già la meringa è dolce, immaginate voi una ancora più dolce!
E allora che ho fatto?
Invece della panna prevista su che ci ho messo?
Udite bene, lo yogurt bello magro, bello compatto, un po' asprigno, con i mirtilli belli asprigni,  alcuni pistacchi di Bronte tritati e qualche bacca di pepe rosa sbriciolato, una bontà!

ricetta per 4 monoporzioni:

per la base
2 albumi d'uovo
110 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di maizena (amido di mais), setacciato
1 cucchiaino di aceto bianco

per guarnire
100 g mirtilli
500 ml yogurt bianco (l'ideale il greco compatto ma io ho messo l'autoprodotto)
qualche pistacchio di Bronte tritati
qualche bacca di pepe rosa


Preriscaldate il forno a 150 °C.
Montare gli albumi a temperatura ambiente con una planetaria.
Aggiungere gradualmente lo zucchero, sbattere bene, fino a quando il composto è rigido e lucido.
Aggiungere la farina di mais e l'aceto amalgamando con un cucchiaio di legno o una spatola di silicone in modo da non far smontare il composto.
Disegnare sulla carta forno 4 dischi da 10 cm l'uno e adagiare gli albumi facendo un cerchio abbastanza alto con una fossetta in centro in modo da contenere la panna o in questo caso lo yogurt.
Ridurre il forno a 120 °C STATICO e cuocere per 1 ora e 20 minuti se fate un'unica torta, altrimenti nel caso delle monoporzioni 1 ora è sufficiente.
Spegnere il forno e lasciare la pavlova a raffreddare completamente in forno.

Guarnire il dolce soltanto al momento di mangiarlo, con lo yogurt, la frutta, i pistacchi e il pepe rosa sbriciolato, io adoro il pepe rosa su questi tipi di dolce al cucchiaio!


lunedì 3 giugno 2013

cheesecake al cioccolato e burro di arachidi



Vi anticipo sin da subito che da oggi sono a dieta.
Ma una dieta veloce veloce disintossicante giusto per instradarci alla prova costume, quindi tutto programmato, nel senso che ultimamente ho preparato e mangiato tanti di quei dolci che era tutto programmato che dopo il 2 giugno mi mettessi a dieta, finendo appunto il ghiotto periodo con questa cheesecake peccaminosa!
Sin dal 1997 anno in cui feci il mio primo viaggio negli Stati Uniti il mio amore per il burro di arachidi sbocciò, tanto che me ne ritornai in Italia con bel 4 vasetti, 2 crunchy 2 smoothy , mangiati tutti io, perchè in Italia non li vendeva nessuno, tranne forse quei negozi specializzati, tipo Castroni a Roma, poi piano piano sono sbarcati anche nei supermercati, non solo queste schifezz qua, ma come per esempio tutti quei prodotti etnici che solo 20 anni fa non sapevi neanche cosa fossero.
Dunque dunque, l'anno scorso lessi un libro, il linguaggio segreto dei fiori, dove una bambina aveva i suoi ricordi d'infanzia anche mangiando dei muffins caldi caldi con le banane e il burro di arachidi, e allora li ho dovuti riprodurre subito, sino a quel momento, avevo mangiato il burro di arachidi semplicemente spalmato sul pane tostato e il connubio con la banana l'ho trovato davvero trionfante!

Quindi quando la mia cara amica Dau su FB cercava questa cheesecake peccaminosa, sono rimasta folgorata, e l'ho dovuta rifare subito! Non mi sembra vero di rifare dei dolci col mio ingrediente peccaminoso, il burro di arachidi, eh eh!

Grazie Stefania, se volete vedere tutti i passaggi salienti andate a vedere il blog di Stefania, che ha fotografato passo passo tutte le varie fasi! E' davvero difficile non visitare il blog dell'araba più felice del web e non copiare una sua ricettina!
Ma soprattutto grazie a Martha Stewart, se potessi rifarei tutte le sue ricette, sono una meglio dell'altra!

CHOCOLATE-PEANUT BUTTER CHEESECAKE WITH CHOCOLATE GLAZE
da Living di Martha Stewart
per una teglia da 24cm

per la base

120 g di biscotti tipo Digestive
50 g di burro
un cucchiaio di cacao

per la torta

900 g di formaggio tipo Philadelphia a temperatura ambiente
110 g di cioccolato fondente
200 g di zucchero
4 uova intere
130 g di burro d'arachidi
un pizzico di sale
un cucchiaino di estratto di vaniglia

per la copertura

110 g di cioccolato fondente
45 g di burro
un cucchiaio di latte
2 cucchiaini di glucosio (oppure miele)

Preparare la base frullando i biscotti finché saranno ridotti in polvere. Mischiarli al cacao e al burro fuso quindi con le mani pressare il composto sul fondo di una teglia a cerniera imburrata.
Compattarlo bene e cuocerlo per 10 minuti a 165 gradi.
Far raffreddare e intanto preparare il ripieno: fondere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo da parte.
Battere il Philadelphia con le fruste elettriche per almeno 3 minuti, finché sarà ben montato, quindi aggiungere lo zucchero, il sale e la vaniglia.
Unire un uovo alla volta frullando dopo ogni aggiunta.
Dividere il composto ottenuto a metà, ad una aggiungere il cioccolato fuso e raffreddato e all'altra il burro di arachidi.
Ora versare un mestolino del compost chiaro al centro della base cotta e freddata:
Versare un uteriore mestolino del composto scuro esattamente sopra.
E continuare così fino ad esaurire i due composti.
Battere leggermente la teglia sul piano per livellare il tutto.
Avvolgere la base della teglia in carta alluminio e metterla dentro un'altra più grande.
Mettere tutto in forno preriscaldato a 165 gradi e versare dell'acqua calda nella teglia grande, in modo da cuocere il dolce a bagnomaria. Cuocere per un'ora e venti minuti.
Togliere dal bagnomaria e far raffreddare a temperatura ambiente.
Far riposare una notte in frigo e procedere con la copertura: sciogliere su fuoco bassissimo burro e cioccolato. Spegnere il fuoco e aggiungere il resto degli ingredienti girando bene.
Aspettare una decina di minuti che prenda consistenza e versare sul dolce freddo.

Io siccome avevo fatto un piccolo test



ho usato metà della dose per la copertura, perchè non amo particolarmente il cioccolato fondente, e anche aggiungendo un po' più di miele, la dose è veramente trooooppo abbondante per i miei gusti!

Evidentemente il mio mestolino era troppo grande, in effetti ho usato dei veri e propri mestoli, quindi le righe mi sono venute belle spesse pero' sono riuscite a primo colpo!
Che dire, una cheesecake davvero delle migliori che abbia mai mangiato!
La cottura a bagno maria ora non l'abbandono più, la consistenza che rimane è davvero quella autentica della cheesecake cremosa ma compatta al punto giusto!





Ovviamente io sono così entusiasta di questa cheesecake perchè adoro il burro di arachidi, e con mia sorpresa ho scoperto che a parecchi non è piaciuta affatto, a qualcuno è piaciuta ma hanno detto di preferire la classica, insomma, gente dai gusti per me incomprensibili :-DDDD

venerdì 25 gennaio 2013

yogurt fatto in casa e coulis di melograno



Da quando ho comprato la yogurtiera che volevo scrivere questo post.
Praticamente un anno e mezzo.
Allora da dove comincio?
Comincio dall'inizio, una mia cara amica mi consigliò di comprare la yogurtiera, perchè proprio il suo dietologo, un famoso dietologo, le consigliò di mangiare lo yogurt intero naturale e NON i magri, che solo ora posso dire che sono pieni solo di aromi e dolcificanti.
Quindi compro la yogurtiera, leggo le istruzioni e vai col primo yogurt.
Bene tutto bene, se non altro che una volta freddo lo metto nel frullatore con un po' di pistacchi, visto che in quel periodo ogni tanto mangiavo il tanto buono e non dietetico yogurt della Yomo ai pistacchi, frullo, e bum, il composto da bello cremoso diventa un liquido da bere.
Bene non ci ho capito niente, dico tra me e me.
Qui sulle istruzioni non c'è scritto.
Vai, mi metto su internet e mi catapulto su blog dove pazientemente spiegano quello che c'è da sapere.
Infatti questo post lo scrivo proprio per questo, per condividere e rendermi utile a chi in futuro cercherà informazioni in merito, non di certo per insegnare niente a nessuno!
Il risultato è che ogni volta che torno a casa dopo un viaggio o una vacanza, prima la prima cosa che facevo era un piatto di spaghetti, o la pizza, ora è di fare subito lo yogurt!
Una volta che vi abituerete a mangiare il vero yogurt farete fatica a mangiare quelli comprati, soprattutto perchè vi accorgerete subito degli aromi falsi e chimici blea!!!
E poi lo uso anche molto per cucinare, al posto della panna, o nei dolci al posto dei grassi, insomma non se possiamo più fare a meno!





































  1. assicurarsi che il contenitore della yogurtiera (o i vasetti se avete quel modello) sia perfettamente pulito ma soprattutto asciugato. Ogni impurità può compromettere la crescita della coltura dello yogurt.
  2. versare nel contenitore 1 litro di latte intero a lunga conservazione (con latte parzialmente scremato verrà uno yogurt molto liquido) assieme a un vasetto di yogurt bianco naturale (io ne ho provati tanti, ma con l'activia naturale bianco intero viene meglio di tutti bello cremoso e compatto, sicuramente perchè questa marca ha una quantità di fermenti lattici superiori) e mescolare delicatamente, i liquidi debbono essere a temperatura ambiente perchè se troppo caldi la coltura sarà distrutta se invece sono troppo freddi ci sarà bisogno di più ore per la preparazione, senza sbattere o frullare, se il composto non viene mescolato bene, lo yogurt può formarsi solo sul fondo della vaschetta. Lo yogurt prodotto può essere riutilizzato per fare lo yogurt successivo fino a 6-8 volte, una volta che poi si prende la mano poi si vede a occhio quando i fermenti lattici sono ancora belli vivi oppure è ora di mettere uno yogurt/starter nuovo. Si possono usare anche fermenti lattici disidratati ma io non ho mai provato. Si può anche usare il latte fresco, ma deve essere prima bollito, poi fatto raffreddare e il risultato finale non cambia. Se lo desiderate più denso e compatto aggiungere un cucchiaio di latte condensato assieme allo yogurt prima di mescolare e accendere la yogurtiera.  In ogni caso non usare mai: yogurt scaduto, latte scaduto, yogurt pastorizzato o alla frutta, yogurt liquido.
  3. chiudere il coperchio della yogurtiera ed accenderla; durante il funzionamento non muovere l'apparecchio o tenerlo comunque lontano da sorgenti di vibrazione, per non compromettere la qualità dello yogurt. Non esporre neppure a correnti di aria.
  4. per ottenere un buono yogurt occorrono dalle 7 alle 10 ore a seconda del tipo di latte utilizzato e del gusto personale. Io in genere lo faccio la sera, così la notte nessuno lo disturba, né correnti di aria, né vibrazioni, e lo lascio dalle 10 alle 12 ore, se lo lasciate meno verrà un po' meno denso.
  5. lo yogurt appena fatto deve essere conservato almeno per un'ora in frigorifero prima del suo consumo, ma se si lascia anche più ore è ancora meglio, a questo punto si possono aggiungere gli aromi, frutta o marmellata. Una volta spenta la yogurtiera far raffreddare lo yogurt a temperatura ambiente, e poi riporlo in frigorifero così com'è.
  6. lo yogurt ottenuto si conserva in frigorifero per non più di 7-10 giorni, ma solo se lasciato bianco al naturale, una volta aggiunti zuccheri o frutta o aromi al massimo va consumato subito o al massimo entro le 24 ore.
Ciò detto, dopo aver preso l'ennesima melagrana per l'insalata dell'altro giorno ho pensato che volevo provare ad assaggiare un curd di melagrana, ma poi ho pensato che un curd senza burro (mi sono imposta di non comprare burro per un po' di tempo;-)) e senza uova, non è più un curd, quindi ci ho fatto un bel coulis da mettere nello yogurt, ed ecco qua che ho creato un'altra idea per il contest di Vale e Cinzia, color & food:

ingredienti per un barattolino:

200 gr di succo di melagrana
30 gr di zucchero
1 cucchiaio di amido di mais

procedimento:

sgranare la melagrana e frullare i chicchi, se sono poco succosi aggiungere qualche goccia di acqua o limone, filtrare il succo e aggiungere  lo zucchero e l'amido di mais, far cuocere su un pentolino a fuoco dolce finchè il composto non diventa bello lucido e liscio, girando con una frusta, far raffreddare girando spesso e conservare in frigorifero in un barattolino di vetro per 2-3 giorni.

mercoledì 5 dicembre 2012

cheesecake con lamponi e ribes



sottotitolo: quello che le Bakery non dicono!

No dico, l'ennesima cheesecake in questo blog?
E che avrà di così diverso o fenomenale questa cheesecake?

Ma si, è una ricetta mai provata prima, la ricetta segreta della California Bakery, che prevede appunto la robiola.
Prima di tutto questa ricetta mi ha deluso, perchè la cheesecake che mangi da loro non è così dolce, infatti poi la volta successiva ho diminuito un po' la dose di zucchero, e poi la consistenza è davvero impossibile da tagliare, dovremmo forse usare il filo interdentale per avere delle fette decenti da impiattare?
Infatti nella ricetta originale c'era addirittura 1/2 cucchiaino di farina per addensare la crema, che io ho aumentato a ben 30 gr e non di farina, che è troppo pesante, ma di amido.
Ho anche provato il procedimento del famoso cake boss Buddy, cioè quella di montare gli albumi a parte e di inserirli nella crema all'ultimo, questo procedimento sicuramente lo adotterò in seguito, perchè la crema viene davvero fenomenale e non si accascia una volta tolta dal forno dopo la cottura, ma non ha evitato lo spatasciamento della crema durante il taglio della fetta!

Poi altra delusione è che la robiola assieme alla ricotta davano un risultato troppo formaggioso, si che la cheesecake è un dolce al formaggio, ma per ammazzare quel forte sapore di formaggio dovremmo forse riempirla di aromi?

Quindi la mia conclusione è che a volte, come i grandi chef, vanno in tv a pubblicizzare le loro ricette ma poi alla fine non te la raccontano proprio tutta tutta, voi che dite?

Ecco qui quindi la mia versione di una cheesecake con robiola (senza ricotta) che mi ha soddisfatto alla grande, almeno dal punto di vista del gusto, per la consistenza dovremmo lavorarci ancora su!

Ingredienti per una gigantesca teglia di 28 cm di diametro:
io ho fatto 1 volta e mezzo una dose normale per 20 cm

per la base

200 gr biscotti tipo digestive
60 gr di burro
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di cannella

Mettere i biscotti nel tritatutto assieme al burro a temperatura ambiente, al miele e alla cannella, una volta ridotti in polvere adagiarli su una teglia apribile coperta con carta forno e mettere in frigo almeno mezzora.

per la crema

350 gr di robiola
350 gr di mascarpone
350 gr di panna fresca
350 gr di yogurt greco
250 gr di zucchero semolato
5 uova
zeste 1 limone
30 gr di amido

Dividere gli albumi dai tuorli. Montare gli albumi con metà dello zucchero a neve fermissima, e riporli in frigorifero. Montare la robiola con il restante zucchero finchè la crema non diventi omogenea, e aggiungere piano piano il mascarpone, i tuorli uno alla volta, il limone, l'amido, la panna e lo yogurt, infine gli albumi montati a neve.
Cuocere in forno statico a 160° per 1 ora circa, poi gli ultimi 10 minuti con il forno in fessura, tenendolo aperto con un cucchiaino, facendo attenzione a non far scurire troppo la crema, ma nel frattempo non lasciarla troppo liquida.
Spegnere il forno, lasciare lo sportello aperto e lasciare raffreddare nel forno, una volta fredda mettere a riposare in frigorifero, in questo modo la crema rimarrà bella alta e non sprofonderà.

per il top

200 gr di lamponi (metà per il coulis e metà da mettere sopra al naturale)
100 gr di ribes
per il coulis (90 gr di acqua - 25 gr di zucchero - 1 cucchiaio di amido di mais)

Io ho preparato un coulis di lamponi mettendo 125 gr di lamponi in un contenitore frullandoli con il minipimer, con l'acqua, lo zucchero e l'amido, fatto cuocere in un pentolino a fuoco moderato, girando con una frusta, quando il composto diventa lucido e si rapprende spegnere la fiamma.

Guarnire la cheesecake fredda con il coulis di lamponi e la frutta fresca.

lunedì 6 agosto 2012

finalmente la pistacchiella self made

Non capisco come ho fatto ad aspettare cosi' tanto tempo.
Da amante dei pistacchi come sono avevo comprato questa nutella al pistacchio diverse volte, alla fiera dell'artigianato che si tiene ogni anno a Milano prima di Natale.
Poi ho visto sul blog della mia cara amica Stefania che l'aveva preparata a casa, ma la sua versione aveva il burro, e io volevo una versione senza, insomma, eccola, l'ho trovata e se debbo essere sincera mi piace molto di piu' di quella che ho comprato a peso d'oro in fiera, quella e' troppo dolce, un po' come la nutella, invece questa mi piace di piu' perche' e' dolce al punto giusto e i pistacchi, anche se non sono quelli di Bronte, sono buonissimi!

Ingredienti:

200 gr di cioccolato bianco
50 gr di latte condensato
100 gr di pistacchi non salati
2 cucchiai di latte fresco

sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco, aggiungere il latte condensato e quello fresco, in ultimo i pistacchi tritati finemente fino a diventare polvere, continuare a girare finche' la crema non diventa appunto cremosa. Colarla in un vasetto di vetro ancora calda. Si mantiere fuori dal frigorifero per parecchie settimane, io non so dirvi quanto perche' e' finita subito!

lunedì 2 luglio 2012

cheesecake fredda con ciliegie e cardamomo e pistacchi


Ultimamente metto il cardamomo dappertutto, e debbo dire che non ne posso più fare a meno.
A dire la verità questa più che una cheesecake è una torta allo yogurt tipo quelle Cameo, con yogurt e panna.
Non so se sia corretto infatti chiamarla cheesecake, in quando la vera cheesecake prevede la cottura in forno o sbaglio?
Fatto sta che con questo caldo si passano sempre meno ore in cucina, specialmente tra i fornelli accesi o forni accesi.
Infatti questa torta l'ho fatta a mezzanotte, ho acceso il forno giusto 5 minuti per la cottura della base, e poi è stata tutta la notte in frigorifero!
Infatti è scemata non soltanto la voglia di cucinare, ma anche la giusta motivazione per stare dietro al mio blog e a seguire quegli degli altri, non so voi, ma d'estate è così no?
Infatti ho programmato un post a settimana, fino a fine agosto, avete presente tutte quelle ricette che aspettavate l'ispirazione giusta per postarle, oppure alcune foto che non vi sono particolarmente piaciute, ecco, fino a settembre pubblicherò tutto quello che ho tralasciato negli ultimi mesi, per riprendere a settembre con nuovo entusiasmo!

Ingredienti per una teglia da 20 cm di diametro:

per la base
150 gr biscotti tipo digestive
75 gr di burro

per la crema
300 gr di yogurt (io bianco fatto da me)
20 ciliegie
200 gr panna da montare
4 cucchiai di zucchero
5 bacche di cardamomo
10 gr di gelatina o colla di pesce

Mettere i biscotti nel mixer assieme al burro a temperatura ambiente, tritarli e adagiarli per bene con un cucchiaio nella teglia apribile foderata di carta forno. Cuocere per massimo 5 minuti in forno statico a 180°. In questo modo il biscotto rimarrà bello sodo e stabile e non si frantumerà quando si taglia la torta.

Frullare le ciliegie assieme allo zucchero e ai semini di cardamomo.
Mettere i 2 fogli di colla di pesce a bagno nell'acqua calda.
Montare la panna e mischiare assieme allo yogurt, aggiungere le ciliegie frullate e la colla di pesce fatta sciogliere in un pentolino assieme a 1 dito di latte o acqua.
Mettere la crema sulla base biscotto e far riposare in frigorifero per almeno 3-4 ore, meglio anche tutta la notte.

Per il top ho preferito mettere frutta fresca e granella di pistacchi, invece della solita super dolce miscela zucchero o frutta o cioccolato!

Più fresca di così!




mercoledì 18 aprile 2012

soufflée glacé alle fragole con salsa alle fragole


Non so voi ma io per lungo, lunghissimo tempo, se una ricetta prevedeva solo i tuorli, io rompevo le uova direttamente sul lavandino e gli albumi li buttavo.
Dopo diverso tempo ho cominciato a capire che magari si potevano utilizzare in parecchi modi, tanto è vero che vorrei anche organizzare un contest sugli albumi, ma il fatto di aver scelto di non avere sponsor un po' mi frena, bho? Idea malsana? Penso sempre che premiare i vincitori di un contest con un bel regalo è sempre incentivante, e di certo non mi posso permettere di comprarli di tasca mia!

Quindi quando ne ho una discreta quantità in freezer comincio a pensare a quale dolce mi piacerebbe preparare, e l'ultima volta avevo nostalgia del mitico soufflé glacé di qualche MTC fa!
Ci sono ricette che ti rimangono nel cuore e continui a fare con gusto, soprattutto perchè non hai l'ansia di doverle fotografare, come i risi e bisi!

E voi, MTC addicted qual è la ricetta che vi portate nel cuore?



Ingredienti per 8 vasetti da yogurt:
  • 250 gr yogurt bianco
  • 3 albumi (del peso di circa 100gr)
  • 200 gr zucchero a velo
  • 100 ml acqua per lo sciroppo
  • 200 ml panna montata (con pochi grassi)
  • 250 gr di fragole

Preparare la meringa italiana

Montare gli albumi a neve fermissima.

Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l'acqua, far sciogliere sul fuoco fino ad avere uno sciroppo piuttosto denso. Se avete un termometro lo sciroppo e' pronto quando raggiunge la temperatura di 121 gradi. Altrimenti fate come me e dopo 3 minuti che bolle spegnete.
Versare lo sciroppo negli albumi montati a neve continuando a sbattere il composto fino a quando non sarà freddo, poi passare in frigo.

Montare la panna.
Versare lo yogurt in un frullatore, unire le fragole e frullare per bene.
Amalgamare le 3 creme (yogurt-panna-meringa) e versare nei contenitori  e mettere in freezer per almeno 6 ore.

Servire con la salsa alle fragole.

Ingredienti:

250-300 gr di fragole
180 ml. Acqua
50 gr. di zucchero
2 cucchiai di amido di mais

Frullare con il minipimer, in un recipiente antischizzi, 250-300g. di fragole.
Quando saranno ridotte a purea, unire 180ml. acqua, 55-60g. di zucchero, 2 cucchiai di amido di mais e frullare ancora un po' per togliere i grumi.
Versare in un pentolino e mettere sul fuoco, continuando a mescolare finchè si addenserà e diventerà lucida.
Togliere dal fuoco, continuando a girare fino a raffreddamento.

Quel che ne rimane...





Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia e Vale che per il mese di aprile prevede il colore rosa.


mercoledì 28 marzo 2012

panna cotta al cardamomo


Ebbene si, sono una scambista anche io!


Ma di ricette, ovvio!


Da quando Cinzia ha inventato questo bel giochino, questo è il terzo sorteggio al quale partecipo.



Sono stata abbinata a Lia, del blog montagne di biscotti, e la ricetta che ho scelto è questa:

PANNA COTTA AL CARDAMOMO

E' stato davvero difficile scegliere la ricetta, alcuni giorni ero tentata di cucinare un piatto ma poi all'ultimo momento pensavo a un altro, alla fine mi sono detta, ma io non ho mai preparato una panna cotta in vita mia, i dolci al cucchiaio sono sempre i miei preferiti quando li ordino al ristorante, al massimo preparavo quelle in bustine, anni fa quando non ero ancora dentro il mondo food e il mio massimo era aprire la busta di preparato già pronto!

Anche perchè il cardamomo è stata una mia scoperta recente, da quando ho fatto il corso di cucina indiana.
Anche io all'inizio non sapevo dove comprare tutte le spezie, addirittura in un negozio trovai anche il cardamomo, peccato che lo vendevano 80 euro al chilo!
Meno male che ho trovato un negozietto gestito da indiani e che vendono tutti i loro prodotti a prezzi "normali". Ho così scoperto che il cardamomo è una delle spezie più care al mondo.
Ha un gusto ricco, leggermente piccante e un aroma molto particolare. In India viene usato principalmente per i piatti a base di riso. La parte aromatica si trova nei semi all'interno della capsula verde, quindi bisogna aprire le capsule al momento di utilizzarle e macinare i semi.
Se volete vedere le foto che ho fatto il occasione del mitico soufflé glacé per l'mtc le trovate qua.

La ricetta che ho trovato sul blog di Lia è la seguente, io l'ho modificata in base ai miei gusti:

ingredienti per 4 persone

200 ml di panna fresca
220 di yogurt
80 gr di zucchero semolato
5 bacche di cardamomo
1/2 cucchiaino piccolo di agar agar

Procedimento:

Aprire le bacche di cardamomo e se volete un aroma più intenso pestate le bacche e mettetele in un pentolino con la panna, lo yogurt e lo zucchero. Altrimenti mettetele intere, e poi le toglierete filtrando la panna cotta prima di metterla negli stampini.
Portare ad ebollizione la panna, girando sempre con una frusta, aggiungere l'agar agar e spegnere il fuoco.
Versare la panna cotta in 4 stampini monodose e far raffreddare a temperatura ambiente.
Far riposare in frigorifero almeno 3-4 ore.

A me la panna cotta piace da sola, infatti non mi piace quando nei ristoranti te la servono in un piatto con un lago di cioccolato o di frutti di bosco, perchè alla fine quello che ti rimane in bocca non è il sapore della panna cotta ma del condimento.

Quindi io l'ho mangiata così, con un velo di miele di castagno.

sabato 11 febbraio 2012

una cheesecake ai pistacchi di Bronte per Montersino


-cliccare sulla foto per ingrandirla-

Da quando Stefania e AnnaLuisa hanno indetto questo contest, dall’11 di gennaio, il mio cervellino si è messo subito in moto per cercare di parteciparvi.




Ci sono stati momenti in cui ho abbandonato l’idea, soprattutto quando prendendo in mano il libro di Montersino leggevo la quantità degli ingredienti, ma anche il tipo degli ingredienti che dovevo recuperare, tipo il cocco rapé, che non ho la più pallida idea di cosa sia, oppure vuoi mica fare un tiramisù senza il cacao tipo Van Houten? E dove recuperare la bagna al kirsch se volessi fare la foresta nera?

E si perché seguendo il blog di Stefania, praticamente da ancora prima che lo aprisse, e avendo ammirato tutti i suoi capolavori di Montersino, mi sono fatta contagiare e comprai anche io il libro Peccati di gola, peccato che da quando ce l’ho ammiro solo le sue fantastiche foto, e mi leggo e mi rileggo tutti i consigli  che ci sono scritti, appunto perché questo non è semplicemente un libro, ma una scuola di pasticceria!
Insomma mi sono persa in un bicchier d’acqua!
Eppure il compleanno di mio marito si avvicinava, quindi quale migliore occasione per preparare una torta davvero speciale?
Pero’ lui stavolta è stato molto chiaro: non voleva torte strane, o nuove, voleva la sua amata cheesecake al pistacchio, che ho fatto con diverse combinazioni, con lo yogurt, con la panna, insomma, mi ero quasi rassegnata.
Quando invece mi è venuta una folgorazione.
E se facessi una cheesecake prendendo le basi che più mi piacciono di Montersino?
Ma si il gioco è fatto!
Ho fatto la base con una dacquoise alle nocciole, la crema centrale con una crema al mascarpone con aggiunta di pistacchi di Bronte, e sul top qualche decoro con la pasta di caffè che tanto adoro e polvere d’arancia!
Mi era anche balenata l’idea di fare 2 strati alternati, tipo tiramisu, ma poi ci ho ripensato, mio marito desiderava una cheesecake? E cheesecake sia, ma con ingredienti diversi che mi permettessero di partecipare a questo contest! Perché per me l’importante è partecipare, non mi cimento di certo in gare di abilità o a chi fa la torta con più strati!

Per la dacquoise alle nocciole

100g. di albumi
62g.di zucchero semolato
93,5g. di farina di nocciole

25g. di farina di frumento
68g. di zucchero a velo

  1. Montate gli albumi con lo zucchero semolato; in un altro recipiente versate i pistacchi ridotti in farina miscelandoli con lo zucchero al velo e la farina; mescolate dal basso verso l’alto il composto ottenuto insieme agli albumi montati, col dolcezza, per non farli smontare.
  2. Su una teglia rivestita di carta forno disegnate un cerchio del diametro della torta che volete realizzare (ne mio caso di 21 cm). Riempite la tasca da pasticciere e con l’impasto seguite il contorno dei cerchi, riempiendoli.
  3. Cuocete in forno a 180° a valvola aperta, ovvero con il forno leggermente aperto per 12-15 minuti.


Per la crema di mascarpone ai pistacchi

150 g di zucchero 
50 g di acqua 
100 g di tuorli d'uovo 
1 baccello di vaniglia 
500 g di panna fresca 
250 g di mascarpone 
100 g di pistacchi di Bronte
1 cucchiaino (6 gr di agar agar)


Cuocere zucchero e acqua, ad una temperatura di 120°, poi versare sui tuorli e montarli, o in planetaria o con un frullino.  Se come me non possedete un termometro, si può misurare la temperatura bagnando le dita in acqua fredda e pizzicando un po’ di zucchero, se si formerà una pallina non troppo dura lo zucchero è pronto.

Incorporare i semini della vaniglia, e lavorare la massa finché non si sarà raffreddata. 
Montare leggermente la panna ed il mascarpone insieme, poi aggiungere i tuorli e amalgamare il tutto perfettamente. Io ho aggiunto i pistacchi resi in polvere nel mascarpone e poi aggiunto la panna montata. Poi ho aggiunto anche l’agar agar, nella crema al mascarpone di Montersino non è prevista, perché questa crema si addice a preparazioni come il tiramisù dove la crema deve rimanere abbastanza morbida. Io avendo nella mia mente sempre una cheesecake volevo che la crema rimanesse un po’ più densa.



Per la pasta di caffè

100 gr di nocciole
100 gr di zucchero
2 cucchiaini di caffè solubile

Tostare le nocciole su una padella finchè non sarà possibile togliere tutte le pellicine.
Mettere in un pentolino antiaderente lo zucchero con tre cucchiai di acqua e il caffè solubile.
Far andare a fuoco basso finchè non caramella.
Aggiungere le nocciole e cuocere per un minuto. Mettere a freddare il composto su un foglio di carta da forno, avendo cura di stenderlo bene (così dopo è più semplice romperlo in pezzi).


Una volta freddato, tagliare il croccante con un coltello ben affilato, mettere tutto il composto in un frullatore, e poi nel mixer se ne avete uno buono, altrimenti io uso il macina caffè, e far andare a velocità sostenuta finchè non si forma la crema.  

appena fatta la crema sarà molto compatta e dura
La pasta di caffè si conserva in un barattolo di vetro in dispensa per almeno un mese.

il giorno dopo le nocciole rilasciano il loro olio e la pasta sarà molto più morbida
Io la faccio spesso e ne aggiungo un cucchiaino, per esempio, nel caffè per aromatizzarlo alla nocciola, oppure ne metto 2 cucchiaini nello yogurt bianco, che produco da me, oppure la potete usare come fa Montersino per aromatizzare creme o torte varie.

Per la polvere d’arancia

Non c’è una ricetta con dosi ben precise, ma il procedimento è questo.

Lavare ed asciugare le arance, preferibilmente non trattate, sbucciarle con un pelapatate, in modo da non prendere anche la pellicina bianca.
Disporle su una placca ricoperta di carta forno, senza sovrapporle ed infornare in modalità ventilato a 100° per circa 2-3 ore, finchè non saranno completamente secche.

Far raffreddare e polverizzare sempre nel vostro fantastico mixer tritatutto e conservare in un barattolino di vetro.
La vostra casa profumerà d’arancia quel giorno, ve lo assicuro!



Per l’assemblamento del dolce mi sono organizzata così.
Il giorno prima ho preparato la dacquoise e riposta in dispensa, una volta fredda, tra 2 fogli di carta forno.
La crema al mascarpone una volta preparata l’ho messa nello stampo tondo nell’abbattitore di temperatura, fuori in balcone a -7° e poi in frigo fino al giorno dopo.
Qualche ora prima di mangiare la torta ho messo il disco di dacquoise su un piatto, ho adagiato la crema al mascarpone, ho diluito la pasta di caffè con un po’ di caffè caldo in modo da poterlo mettere dentro una siringa per fare le strisce sulla torta.
Poi ho decorato con i pistacchi di Bronte tagliati a metà cosparsi con la polvere d’arancia.
Era buona, cremosa, per chi come noi ama la frutta secca è l’apoteosi del gusto, fondere i 2 gusti così decisi nocciola/pistacchio per noi è stato il massimo. Che dire della crema al mascarpone, appena il cucchiaino si posa sulle labbra senti questa crema così soffice e morbida che sa di buono, ma la polvere d’arancia sui pistacchi è stata la chicca inaspettata, un tocco non solo di colore ma accompagna i pistacchi con il suo profumo inebriante!

Vista tutta la fatica che ho fatto per pensare a questo dolce, per prepararlo, e anche per scrivere questo post, ora beccatevi anche queste foto ;-)